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Full text of "Bollettini ECN Milano"

See other formats


PARCO LAMBRO '92 

Contro la destra sociale 
Percorsi di liberazione 



2 3 4 5 LUGLIO 1992 




INDICE DEI CONTENUTI 


1 . 

MI20623.TXT 

( 23 / 06 / 92 ) 

2. 

RM20622.ASC 

( 23 / 06 / 92 ) 

3. 

PACCINOI.ASO 

( 23 / 06 / 92 ) 

4. 

MI20624A.TXT 

( 24 / 06 / 92 ) 

5. 

RM20624.ASC 

( 24 / 06 / 92 ) 

6. 

RM20624A.ASC 

( 24 / 06 / 92 ) 

7. 

RM20624B.ASC 

( 24 / 06 / 92 ) 

8. 

APPFIRM.TXT 

( 25 / 06 / 92 ) 

9. 

FI20622B.TXT 

( 25 / 06 / 92 ) 

10 . 

FI20625B.TXT 

( 25 / 06 / 92 ) 

11 . 

FI20625C.TXT 

( 25 / 06 / 92 ) 

12. 

FI20622C.TXT 

( 25 / 06 / 92 ) 

13. 

FI20623B.TXT 

( 25 / 06 / 92 ) 

14. 

SSG20625.TXT 

( 26 / 06 / 92 ) 

15. 

MI20626C.TXT 

( 26 / 06 / 92 ) 

16. 

RM20626.ASC 

( 26 / 06 / 92 ) 

17. 

BO20626.DOC 

( 26 / 06 / 92 ) 

18. 

BO20626.1DO 

( 26 / 06 / 92 ) 

19. 

BS920626.TXT 

( 26 / 06 / 92 ) 

20. 

RM20626A.AS 

( 26 / 06 / 92 ) 

21. 

MI20626B.TXT 

( 27 / 06 / 92 ) 

22. 

MI20626A.TXT 

( 27 / 06 / 92 ) 

23. 

MI20627.TXT 

( 28 / 06 / 92 ) 

24. 

NA20628.AS 

( 28 / 06 / 92 ) 

25. 

NA20628A.AS 

( 28 / 06 / 92 ) 

26. 

FI20629A.ASC 

( 28 / 06 / 92 ) 

27. 

FI20629C.ASC 

( 28 / 06 / 92 ) 

28. 

FI20629D.ASC 

( 28 / 06 / 92 ) 

29. 

FI20629B.TXT 

( 28 / 06 / 92 ) 

30. 

PACCIN4.ASC 

( 29 / 06 / 92 ) 

31. 

RM20630.TXT 

( 30 / 06 / 92 ) 

32. 

RM20630A.TXT 

( 30 / 06 / 92 ) 

33. 

RM20630B.TXT 

( 30 / 06 / 92 ) 

34. 

NA20630.TXT 

( 30 / 06 / 92 ) 

35. 

CAMDONNE.ASC 

( 30 / 06 / 92 ) 

36. 

SEN2APAZ.TXT 

( 01 / 07 / 92 ) 

37. 

SENZARIS.TXT 

( 01 / 07 / 92 ) 

38. 

FI20630A.TXT 

( 01 / 07 / 92 ) 

39. 

FI20629A.TX0 

( 01 / 07 / 92 ) 

40. 

FI20629B.TX0 

( 01 / 07 / 92 ) 

41. 

BIADENE.TXT 

( 01 / 07 / 92 ) 

42. 

IMBORSO.DOC 

( 03 / 07 / 92 ) 

43. 

SCARC01.TXT 

( 03 / 07 / 92 ) 

44. 

CARCLET1.TXT 

( 03 / 07 / 92 ) 

45. 

ASDROGA.TXT 

( 03 / 07 / 92 ) 

46. 

PL92-S-G.ASC 

( 03 / 07 / 92 ) 

47. 

SCIOPERO.DOC 

( 03 / 07 / 92 ) 


MI LK Contro il divieto a PL92 

Provocazioni al meet. delle testate antagoniste 

Proposta di un centro di autodifesa linguistica 

MI LK Lettere da carcere 

Comunicato Asian Workers su convegno a Roma 

Amnesty International su pena di morte 

Amnesty International su torture in Grecia 

Appello e FIRME x PARCO LAMBRO 

Lotte nel carcere di Sollicciano 

Protesta alle Piagge 

Processo agli occupanti di Via del Giglio 

Speculazione a Firenze 

Lotta del Mugello contro l'alta velocita' 

Aggressione Nazi a Sesto S.G. - MI 

Manifestazione a Mi 26/6/92 

Liberi subito i compagni di Askatasuna 

Comunic.C.S.F. su assassinio tunisino 

Comunic. immigrati su assassinio tunisino 

Brescia: iniziativa sotto il carcere 

Com. Gridalo forte su perquisizioni sede 

SESTO S.G. Cronaca di un fermo 

MI LK Comm. Carcere Leoncavallo 

Mi solidarietà' compagni arrestati a ROMA 

Sgombero case occupate ad Acerra(NA) 

Comunicato dall' Alfa di Pomigliano 

comunicato dei detenuti di sollicciano 

ancora sul nuovo cinema primavera 

processo per le occupazioni di case 

lotta alle FFSS nel mugello 

Linguistica maledetta 

Com. C.S.O.A. Askatasuna 

Com. lavoratori Asiatici 

Com. Lavoratori algerini di via Ostiense 

Ecn Napoli su lotte fabbrica 

dalle compagne di Roma su campeggio 

Apre Centro di Doc. a Magistero (TO) 

Disco autoprodotto 

Editoriale Com. Antagonista su Camp Darby 
Rinviato processo per occupazione Via del Giglio 
Comunicato detenuti di Sollicciano 
Volantino processo (dal Morion) 

Richiesta di rimborso al comune di Bassano 
Appello, per presidio concerto al carcere BS 
Lettera detenuti a Radio Onda d'Urto BS 
VR Lettera dei tossici 
Introduzione a SCIOPERO.DOC 
Traduzione materiale sul lavoro dalla Germania 



Milano, Parco Lambro 

4 luglio 1992 


L'ECN e 1 una rete telematica pensata e gestita da diverse realtà' antagoniste in 
Italia e in Europa. Esistono oggi in Italia 5 nodi ECN attivi (muniti di computer 
collegato alla linea telefonica che offrono i servizi della rete) e centinaia tra centri 
sociali, gruppi e singoli soggetti che utilizzano con continuità 1 la rete. 

Il nodo ECN di Milano è attivo 24 ore su 24 fin dalla fine di febbraio, per soddisfare 
la necessità di realizzare un punto di collegamento per la rete nazionale, e per le 
situazioni dell'area geografica lombarda. 

A partire dallo stesso periodo, il bollettino ECN viene pubblicato con regolarità ogni 
settimana, dando modo a tutti i compagni di disporre con tempismo, in forma 
stampata e completa, di tutto ciò che circola in rete. Quando necessario, alla 
diffusione dei comunicati viene data altra forma: dal volantino alla locandina ed ora 
alle parole gridate dalla Radio di Movimento. 

Nell'area coperta da ECN Milano, uno ad uno si sono "accesi" punti ECN costituiti 
da situazioni di compagni: si sono attivati Ecn Seregno (C.S. Sintesi - Seregno MI), 
Centro D’informazione (Centro Informazione di via dei Transiti - Milano), Gari Baldi 
(C.A. Garibaldi - Milano), Cs Altraisola (Bergamo). 

Tra i nostri progetti per il futuro c'è la costruzione della redazione "virtuale" di un 
giornale cittadino, formata da "situazioni radicalmente antagoniste allo stato di cose 
presenti". 


Ringraziamo i compagni dei centri sociali, dei collettivi, dei centri di comunicazione 
e di documentazione antagonista, delle radio e delle pubblicazioni di movimento; 
ringraziamo i compagni del movimento antagonista internazionale. 

In particolare ringraziamo i nostri compagni di tutti i giorni, i compagni delle altre 
realtà che lavorano nel Centro Sociale Leoncavallo, i compagni delle altre realtà 
Milanesi; i compagni del Coordinamento regionale. 

Ringraziamo tutti i compagni che portano avanti giorno per giorno le lotte e la 
costruzione di un progetto di cambiamento radicale del presente, per il contributo 
che materialmente danno alla costruzione di una rete di comunicazione antagonista 
allo stato di cose presenti. 


ECN MILANO 



Parto Lambro '92 Contro la destra sotlale Pertorsl di liberazione 


1. File : MI20623.TXT 


Milano, 23 giugno 1992 

Testo della comunicazione che nega il permesso 
all'utilizzazione dell'area di Parco Lambro, notificata 
oggi dal Comune di Milano. 


2. File : RM20622.ASC 


COMUNICATO STAMPA DEGLI ORGANIZZA- 
TORI DEL MEETING NAZIONALE DELLE TE- 
STATE ANTAGONISTE SVOLTOSI PRESSO IL 
CSOA FORTE PRENEST1NO. 


COMUNE DI MILANO 
Milano, 1.6.1992 

SETTORE ECOLOGIA I.A. 

PARCHI E GIARDINI 
Ufficio Verde Pubblico 

OGGETTO. Festa al Parco Lambro sull'area tra le 
vie Orbetello, Pusiano e Licata dal 2.7 al 5.7.92. 

In relazione alla Sua richiesta del 21.5.92 inerente 
l'oggetto, Le si comunica che richiesta stessa non 
può essere accolta in quanto il tipo di manifesta- 
zione e' incompatibile con l'uso del Parco Lambro. 

Distinti saluti. 

L'ASSESSORE 

Aw. Massimo de Carolis 

Milano, 22 giugno 1992 

Testo del manifesto di convocazione della manife- 
stazione contro il divieto del meeting di Parco 
Lambro '92. 

BATTIAMOLI ORA! 

E' la giunta dei divieti e dei licenziamenti, la giunta 
degli sfratti e del sacco di milano, una citta' con- 
segnata alle società' immobiliari e finanziarie. 

Una giunta espressione di quella destra sociale 
che in questi anni ha governato il paese sulla ta- 
sca e la pelle di operai e proletari. 

Una giunta che vieta il Parco Lambro, dal 2 al 5 
luglio, e che apre invece le porte ai raduni fascisti. 

CONTRO IL PARTITO DELLA RUSPA 
CONTRO LA PRESENZA FASCISTA 


Nella giornata del 20 e 21 giugno 1992, prima du- 
rante e dopo lo svolgimento del meeting venivano 
identificati dalla digos decine di compagni e targhe 
automobilistiche. Oltre a ciò' "inquietanti " ombre 
giravano alla ricerca di materiale di propaganda . 
vorremmo dire a questi signori e a chi li manda che 
gli atti del meeting saranno pubblicati di qui a poco 
e che con una modica somma potranno venirne in 
possesso. Nel dire ciò' li ringraziamo anti- 
cipatamente della loro sottoscrizione alla stampa 
antagonista. 


3. File: PACCINOI. ASO 


L'INGANNO LINGUISTICO E PROPOSTA DI AU- 
TODIFESA 

A conclusione della Guerra chiamata pace, che 
l'editore Pellicani si accinge a lanciare e diffon- 
dere, ho riassunto in una serie di "punti forti" le 
principali tesi sviluppate nel libro, invitando il let- 
tore a consultarsi in proposito col politico di sua 
fiducia, che, chiunque esso sia, non può' non sa- 
perne di piu' dell'autore, che politico non e'. 

Una cattiveria (ma non solo questo, come ve- 
dremo piu'avanti), e tuttavia con un suo fondo di 
verità' se nessuno, fra i politici di professione, mo- 
stra di accorgersi del " crimine notorio" inerente a 
una politica fondata sulla scissione sociale costi- 
tuita dalla minoranza del segreto e della retorica, e 
dal la grande maggioranza condannata, nel mi- 
gliore dei casi (com'e' quello della nostra demo- 
crazia consumistica) a silenzio e solitudine. 


La pace della violenza e dell'usurpazione 


Sabato 27 giugno 1992 
MANIFESTAZIONE 

(Concentramento ore 15.30 presso il C.S. Leonca- 
vallo) 

Coordinamento Regionale Antagonista della Lom- 
bardia 


Il crimine notorio e' di origine illuministica, ed e' 
stato fatto proprio anche da Marx nonostante 
ch'egli rappresenti, rispetto all'illuminismo, piutto- 
sto rottura che continuità'. 

Perche' crimine notorio? Per coglierne la corretta 
semantica basta riandare ai due classici teorici 
deila modernità': Hobbes, teorico dell'assolutismo, 
e Locke, teorico del liberalismo borghese. 
Sfumature diverse, ovviamente, contraddistin- 
guono le due diverse personalità*. Unica pero' la 


2 


ECN Milano 








Radio Pareo Lambro FM 101.200 - telefono 0337 328455 


sostanza, se tutt'e due convengono sulla necessi- 
ta' d'un dominio da non contestare - per quanto 
assurdo e ingiusto esso appaia - finche' garanti- 
sce, in cambio di sottomissione e obbedienza, la 
sicurezza circa vita e proprietà'. 

Questo perche' la peggiore iattura che possa toc- 
care a una società' e' lo stato di guerra civile, 
sempre possibile se si riconosce il diritto ai sudditi 
di rompere silenzio e solutudine, dire cioè', asso- 
ciandosi, le parole atte a denunciare il segreto del 
potere (il suo tornaconto particolare spacciato per 
universalità') e l'immancabile retorica atta a ma- 
scherare la sua realta' di predazione e morte. 

Si sa che Hobbes e Locke, pur essendo credenti, 
hanno concepito la politica nella temperie culturale 
della modernità'. Tutto il contrario di Pascal, vota- 
tosi a una rigorosissima moralità' cristiana, che gli 
consenti' il conseguimento d'una eccezionale ma- 
turità' interiore. Ebbene, neanche con lui la musica 
cambia. 

In Pascal, rileva infatti Furio Semerari (1) troviamo 
che "storicamente, attraverso la giustificazione 
della ingiustizia (il tornaconto particolare del po- 
tere, ndr) - giustificazione nella quale la giustizia 
degli uomini consiste (deve consistere per scon- 
giurare la guerra civile, ndr) -, si e' realizzato l'o- 
biettivo della pace sociale: sottoposti a sistemi 
sociali fondati sulla violenza e l'usurpazione, gli 
uomini, grazie all'opera giustificatrice delia giusti- 
zia, hanno accettato tali sistemi, trovandoli giusti, 
legittimi, razionali, non percependo la loro ingiu- 
stizia come ingiustizia, ma come giustizia. Ma le 
considerazioni di ordine morale e di realismo poli- 
tico (...) esigono che la giustizia degli uomini, che, 
pure, e' l'immaginazione, sia tuttavia mantenuta e 
utilizzata per la funzione di pacificazione sociale 
che assolve. Sono gli ingiusti, risultati vincitori 
nella lotta contro gli altri ingiusti, risultati vincitori 
nella lotta contro gli altri ingiusti, ad aver voluto la 
giustizia - in reaita’ ingiustizia - per giustificare il 
dominio, la violenza, l'usurpazione, la sopraffa- 
zione da loro messi in atto. La potenza vincente - 
e' il casa di dire - detta legge, stabilisce i criteri 
della giustizia". 

Donde la necessita' della perpetuazione di se- 
greto e retorica. 


Il crìmine notorio. 

E' la percezione di questo crimine notorio che in- 
dusse l'Illuminismo ad arroccarsi, per iniziativa di 
tanti suoi esponenti (in primo luogo Rousseau), in 
una sfera morale, luogo deputato di condanna ra- 
dicale - assoluta - della politica dell'assolutismo, 


che pure aveva consentito ai loro padri l'accumu- 
lazione originaria perpetrata su scala mondiale - 
come documenta Marx nel Capitale - "a tratti di 
sangue e di fuoco ". 

Fu solo quando il potere non garanti’ piu', in 
cambio di sottomissione e obbedienza, la sicu- 
rezza della vita e dell'autovalorizzantesi proprietà' 
della borghesia, che questa miro' 
all'occupazione dello spazio politico dell'ancien 
regime, usan docome ideologia la cultuira dei 
Lumi. 

Politica, questa della borghesia alla conquista del 
dominio, che non perdette mai del tutto - nel mo- 
mento rivoluzionario - l’originaria moralità' radicale 
dell'Illuminismo, come testimoniano, fra l'altro, St. 
Just (per il quale un re va giustiziato perche’ re, e 
dunque, in quanto tale, supremo responsabile del 
crimine notorio, qualunque sia la sua prassi per- 
sonale) e la contrapposizione del provvidenziale 
terrore giacobino al terrore dell'Europa ancien re- 
gime. 


Diritto come potenza. 

Discontinuità' marxiana con l'Illuminismo per l'ob- 
brobrio della proprietà' privata capitalistica e rela- 
tiva accumulazione a tratti di sangue e di fuoco; 
continuità' invece circa un concetto chiave della 
modernità': il diritto come potenza che rientra nel- 
l'Illuminismo come vi rientra locke in veste di apo- 
stolo di un liberalismo funzionale alia borghesia. 
Non c'e' diritto, insegnano Hobbes e locke (ma an- 
che Spinoza e Kant, naturalmente in diversa con- 
cezione teorica), che sia riconosciuto come tale 
senza che una potenza sociale lo imponga e lo 
sostenga. Di qui il celeberrimo principio marxiano: 
"l'arma della critica non può' certamente sostituire 
la critica delle armi, la forza materiale dev’essere 
abbattuta dalla forza materiale..." 

Parole che troviamo nel testo Per la critica della 
filosofia del diritto di Hegel(3) seguite da queste 
altre: " Ma anche la teoria diviene una forza mate- 
riale non appena si impadronisce delle masse. La 
teoria e' capace di impadronirsi delle masse non 
appena dimostra ad hominem, (attraverso la carne, 
come vedremo fra poco, ndr), ed essa dimostra ad 
hominem, non appena diviene radicale. Essere 
radicale vuol dire cogliere le cose alia radice. Ma 
la radice, per l'uomo, e' l'uomo stesso. La prova 
evidente del radicalismo della teoria tedesca 
(quella simboleggiata dal prometeismo hegeliano, 
ndr), dunque della sua energia pratica, e' il suo 
partire dal deciso superamento positivo della reli- 
gione (Feuerbach, ndr). La critica della religione 
finisce con la dottrina per cui l'uomo e' per l'uomo 
l'essenza suprema, dunque con l'imperativo cate- 


ECN Milano 


3 


Parto lambro '92 Contro la destra sodale Percorsi di liberazione 


gorico di rovesciare tutti i rapporti nei quali l'uomo 
e' un essere degradato, assoggettato, abbando- 
nato, sgradevole..." 

Superamento positivo della religione scambiato, 
per l'insufficienza teorica del secondo e terzinter- 
nazionalismo, per ateismo militante, del quale a 
Marx non e' mai importato piu' di tanto, intendento 
egli come religione il rovesciamento del rapporto 
essere-coscienza, rovesciamento mutuato, dalla 
concessione politico-culturale del crimine notorio 
della valorizzazione capitalistica, dalla mitologia 
cristiana del verbo che si sarebbe fatto carne, fon- 
damento, a ben considerare, dell'aberrazione vi- 
gente, propria di tutto lo schieramento partitico, del 
primato della politica e del suo sacerdote, il poli- 
tico. 


In principio era la carne 

Aberrazione che forse quanto nessuno Giulio Preti 
ha saputo evidenziare nel saggio del 1963-64, dal 
titolo II principio era la carne(4). Saggio che parte 
dalla celeberrima mistificazione biblica espressa in 
questi termini: " In principio era il Logos, e il Logos 
era presso Dio, e il Logos era Dio". 

Con queste parole, commentava Preti, " un vec- 
chio mito orientale e greco e’ passato nel pensiero 
cristiano, e, attraverso questo, ha costituito una 
maledizione che ha pesato permillen ni, e ancora 
pesa, sul pensiero europeo." 

La carne siamo noi, definiti sudditi ieri, e nobilitati 
oggi come cittadini, senzla che nulla sia cambiato 
per questo. Carne incapace di autoregolazione, e 
dunque fatalmente soggetta al dominio, deposita- 
rio del Logos in Terra, e dunque autorizzato - con 
tutti gli stermini tipo Golfo che ritenga necessari - 
al mantenimento della situazione denunciata da 
queste parole di Adam Smith, molto opportuna- 
mente citate nel bollettino della Federazione Auto- 
noma Dipendenti Locali dell’Emilia Romagna: "In 
una società' di centomila famiglie, ve ne saranno 
forse cento che non lavorano affatto, e che, tutta- 
via, o con la violenza o con la piu' regolare op- 
pressione della legge, assorbono una quantità' di 
lavoro sociale superiore a quella di diecimila fa- 
miglie. E anche la divisione di quel che rimane, 
dopo questa enorme defalcazione, non avviene 
affato in proporzione al lavoro di ciascun individuo: 
al contrario, a quelli che lavorano di piu’ tocca di 
meno." 

Realismo dunque quello della conclusione della 
Guerra chiamata Pace, dove si invitano i lettori a 
consultarsi, circa le teorie radicali (nell'accezione 
marxiana) sviluppate nel libro, con i politici di pro- 


pria fiducia: relismo in quanto cosi' il lettore potrà' 
avvedersi - se ancora non l'ha capito - quanto sia 
estranea l'attuale politica del crimine notorio ( an- 
che quando si ammanti di progressismo) a ogni 
radicalismo, come dimostra fra l'altro l'abiura, da 
parte della quasi totalità' della sinistra, del fonda- 
mentale binomio marxiano " arma della critica - 
critica dellle armi", scambiato per esortazione al 
terrorismo, quando si tratta in realta' del rovescia- 
mento operato da Marx della divisa politica del 
capitalismo cosi' formulabile: "Arma del dogma e 
dogmatismo del primato della guera intesa come 
sterminio e come garanzia di sterminio di chiunque 
dia priorità' alla carne anziché' al verbo." 


L'obsolescenza della controinformazione 

Non fuoriesce dalla politica del verbo fatto carne 
l'imperativo di controinformare, lodevolissimo come 
intenzione, ma che, nella realta' di oggi, e' 
l'equivalente di proporsi di sopravvivere al diluvio 
al riparo di un ombrello. Sappiamo che nella sfera 
controinformativa c'e' un classico, la giustamente 
famosa Strage di Stato, testo proficuo nel contesto 
storico in cui vide luce, nel quale l'imperialismo 
metteva in atto stragi tipo Vietnam, e, qui da noi, 
tipo Piazza Fontana, muovendosi tuttavia sulla di- 
fensiva, siche' quel libro potè' avere diffusione di 
massa ed essere capito da tutti. Oggi pero' il piu' 
bravo a fare controinformazione e' il sostituto Pro- 
curatore Di Pietro, cui va' dato atto delle proprie 
benemerenze, senza tuttavia trascurare che nean- 
che la buriana delle tangenti e l'ammazzamento di 
Falcone con metodologia terroristica "Libanese" 
valgono a decretare il naufragio del binomio se- 
greto-retorica, che marcia infatti ogni giorno piu' 
spedito a una nuova espropriazione a tratti di san- 
gue e fuoco con consenso piu' o meno sof ferto e 
imbarazzato della sinistra. 

D'altronde non si può' trascurare che la controin- 
formazione favorisce, suo malgrado, la passività' 
della massa (che scambia, sempre per via del 
primato del verbo sulla carne, denuncia e propo- 
sito per esito), e dunque il suo permanere in soli- 
tudine e silenzio di morte dinanzi ad un potere che 
si continua a vedere come il male minore (in ra- 
gione se non altro del consumismo), con inerente 
necessita' di difendersi da esso con i suoi stessi 
strumenti: clientelismo, corporativismo, rifugio 
negli scantinati del palazzo. 

L'imperativo e' dunque di adoperarsi, pedagogi- 
camente (sul fondamento del motto marxiano del- 
l'educatore educato a sua volta dall'educando), ad 
attivizzare la carne, spiegando che le sole parole 
giuste (atte a frantumare segreto e retorica ver- 


4 


ECN Milano 



Radio Parto Lambro FM 101.200 - telefono 0337 328455 


ranno - se ancora potrano venire - da essa, e mai 
dal verbo, che e' in dominio, si dica democratico, 
socialista, comunista, e via dicendo, tutti termini 
neanche piu' simbolici, bensi' surrogati della cosa, 
della realtà', nella quale ciò' che conta e' solo la 
potenza, l'idoneità' a combattere le lotte del proprio 
tempo, indipendentemente dal fatto che ci si trovi 
nel bunker della "proiezione di potenza" del domi- 
nio e invece nella tricea che era dei combattenti 
della guerra civile di Spagna, i com battenti del No 
Pasaran. 


Per l'autodifesa linguistica 

Naturalmente non e’ da escludere, in via di ipotesi, 
che si tratti di impresa disperata, impresa comun- 
que che consente - se sconfitti - di cadere in piedi, 
il contrario di chi ritenga di poter dare congrui 
consigli per muoversi vittoriosamente nel palazzo 
del crimine notorio. 

Questo e' il programma di partenza, organizzati- 
vamente e culturalmente: 

- Costituzione di un Centro informativo per l'au- 
todifesa linguistica, centro di natura pedagogica, 
antipolitico sulla falsa riga della cultura illumini- 
stica nel senso che si e' detto. 

Pregiudiziale per esservi ammessi, ed operare in 
esso, la consapevolezza del crimine notorio e del 
fatto che senza potenza sociale non si da' diritto, 
potenza concernente - nell'ambito di nostra com- 
petenza - l'arma linguistica. 

- Elaborazione, anche qui sulla falsa riga della 
cultura illuministica, di un manuale di autodifesa 
linguistica, riguardante non solo la corretta acce- 
zione dei termini - quali democrazia, liberta', diritti 
umani, ecc.- che, svuotati di ogni contenuto con- 
creto (privati della loro carne storica), sono buoni 
soltanto per i piu' disparati usi truffaldini, ma anche 
un punto fondamentale del sapere antidogmatico 
(antitetico dunque all'inganno della linguistica del 
dominio): e cioè’ che un discorso, anche il piu' ri- 
goroso, non può' non avere il suo tallone di Achille, 
e cioè' in ragione dell'incessante divenire altro 
della materialità' storica. 

Relativismo del discorso da considerare anche 
nella prassi sociale, sicché' la porta deve sempre 
restare aperta a tutti (tutti coloro, naturalmente, 
che non hanno bisogno di andarsi a consultare col 
proprio fiduciario politico) per suggerimenti a con- 
tributi critici, da far pervenire, in un primo tempo 
all'autore della presente proposta e poi - se si co- 


stituirà' e funzionerà' - al Centro Informativo Di Au- 
todifesa Linguistica. 

Obiettivo preliminare, in questo primo orizzonte 
programmatico, l'analisi del motto dell'Ordine 
Nuovo di chiara ispirazione gramsciana (5): 
“Istruitevi, perche' avremo bisogno di tutta la 
nostra intelligenza. Agitatevi, perche' avremo 
bisogno di tutto il nostro entusiasmo. 
Organizzatevi, perche' avremo bisogno di tutta la 
nostra forza." 

Ci limiteremo, chiaramente, data la natura peda- 
gogica della nostra iniziativa, al primo dei tre impe- 
rativi, istruitevi, verbo che gramsci uso' nell'acce- 
zione terzintemazionalista che gli era propria, ac- 
cezione in quel tempo e in quel luogo correttis- 
sima, ma che evidentemente non può' piu' essere 
nostra di questo nostro tempo di espropriazione 
della storia, e, di conseguenza, di eterno presente, 
lo stesso delle bestie, con l'aggravante di trovarci 
cosi' in compagnia dei lestofanti della flebilita' di 
pensiero, instupiditi a tal segno da ritenersi pro- 
gressisti per il loro agitarsi sotto il pungolo del 
"cogli l’attimo", che nulla ha da spartire con Epi- 
curo (che era materialista), frutto come e' esso 
pure di subordinazione lingui stica alla retorica del 
dominio, che perpetua la maledizione denunciata 
da Giulio Preti del verbo fatto carne. 

DARIO PACCINO. 

Roma 10 Giugno 1992 

NOTE 

1. Furio Semerari, Potenza come diritto, edizioni 
Dedalo, Bari 1922, pp. 21-22 

2. Lucien Goldmann, L'Illuminismo e la società' 
moderna, Einau di, Torino 1967, p.37 

3. Cari Marx, Critica della filosofia hegheliana del 
diritto pubblico, Editori Riuniti, Roma 1983, p.108 

4. Giulio Preti, In principio era la carne, Franco 
Angeli edi tare, Milano 1983, p. 161 

5. Antonio Gramsci, Lettere 1908-1926, Einaudi, 
Torino 1922, p.171 . 


4. File : MI20624A.TXT 


Dalla Commissione Carcere Di Milano 
LETTERE DAL CARCERE 

Cari compagni, ho voluto scrivervi per 
comunicarvi di aver ricevuto le vostre stampe e nel 
frattempo vorrei approfittare per inviarvi i miei 
ringraziamenti. Volevo mandarmi alcuni miei 


ECN Milano 


5 




Parrò lambro '92 Contro la destra sorlale Percorsi di liberazione 


incartamenti per essere pubblicati sull' ECN, ma 
per motivi interni non posso inviarli. 

Tra 14 giorni tornerò' in liberta' e mi interesserò' 
per inviarveli. 

Vorrei informarvi su alcuni fatti che mi riguardano: 
venni coinvolto nell'inchiesta di tipo attentati contro 
la FINIVEST, contro il direttore del commercio Va- 
lentino Giannotti, con associazione sovversiva ap- 
partenente ai Nuclei Proletari Resistenza Attacco, 
il 20 maggio '88. Come giudici avevo Vigna Pier 
Luigi e il sostituto procuratore Gabriele Selazzi, 
usci' assolto in istruttoria dopo 2 anni di speciale di 
Voghera (Pv). 

Mentre sempre nel'88, mentre mi trovavo nel car- 
cere di Ancona ricevetti nella mia celia la visita 
della DIGOS, in data mi sequestrarono corrispon- 
denze vari documenti propagandistici contro l'im- 
perialismo. Dopo una settimana mi venne inviato 
dal tenente dei carabinieri uno foglio con le impu- 
tazioni che mi vennero contestate dalla procura di 
Ancona ed erano: propaganda, apologia sovver- 
siva e anti-nazionale, dopo mi hanno fatto il pro- 
cesso in corte d'assise in cui il P.M. chiese la mia 
assoluzione, poiché' fare la propaganda non com- 
portava pericolo fino a quando non si metteva in 
piedi azioni contro il benessere sociale. Oggi in- 
vece mi trovo in carcere per un reato di furto e an- 
che se non siamo dentro per i soliti reati le mie 
traduzioni in tribunale da Rimini a Firenze vengono 
accuratamente seguite per ordine del ministero fa- 
cendomi viaggiare con il cellulare sempre solo, 
questo perche' mi sono sempre proclamato sempre 
simpatizzante di estrema sinistra delle B.R. e di 
conseguenza essendo che non mi sono mai 
dissociato mi ritengono pericoloso con un alto in- 
dice di pericolosita'. Mentre qui all'interno del car- 
cere la direzione ha pensato bene di applicarmi 
misure come per esempio la sorveglianza partico- 
lare essere accompagnato ad ogni mio sposta- 
mento all'interno dell'istituto. 

All'interno del carcere AGGREDÌ' uno SKIN testa 
rasata, solo perche' disse che ero uno sporco co- 
munista, io invece gli ho risposto che loro erano 
solo degli avanzi di merda da fuori lui e tutto il suo 
partito. 

Cosi' c'e' stato anche il divieto di incontrarci. 

Mauro Busa Rossetti dal carcere di Scandirci. 
25/5/92 

Care compagne, ho ricevuto ieri il vaglia ed ec- 
comi a darvene subito conferma e ringraziarvi con 
un grosso bacione, colgo l'occasione per darvi 
qualche notizia di questo posto sto/stiamo. CARI- 
NOLA e' stato aperto tra l'82 e l'83 come nuovo ed 
ulteriore carcere speciale nel periodo art. 90, e fino 
ai dicembre '90 solo per prigionieri "comuni". Ci 
stanno veri blocchi tutti differenziati tra loro 1 ) pe- 


nale, 2)giudizia!e, 3)massima sicurezza 4) brac- 
cetti ( utilizzati solo per prigionieri di passaggio e 
da tenere completamente isolati). 

La massima sicurezza e' composta da 4 sezioni 
una per i prigionieri politici due per i comuni e una 
che funziona da isolamento. 

Ogni sezione fa vita a se’ completamente isolata 
dalla altre, dove stiamo noi e' piccola, 8 cubicoli, 1 
cameroncino da 3 posti piu' un camerone per la 
socialità'. 

Tra noi compagni ( siamo in tutto 7 assegnati qui), 
possiamo stare insieme nell'ora d'aria, per il 
pranzo e per la cena, NON POSSIAMO INCON- 
TRARE NESSUN ALTRO PRIGIONIERO, e questo 
viene osservato rigidamente. Il "clima" in generale 
e' come quello degli altri speciali a parte alcune 
specifiche ristretezze. I colloqui vengono ammessi 
solo con i familiari e diversi permessi che avevamo 
prima dì venire qui sono stati revocati, ( ricevere 
pacchi dai familiari o contenuti libri) e' una vera 
impresa che difficilmente va a buon fine, questo 
per dirvi solo alcune delle tante, ma credo piu' che 
sufficiente per avere un’idea significativa dì Cari- 
nola. 

Cari compagni un forte ed affettuoso abbraccio mio 
e dei compagni Nicola Pellecchia, Giovanni 
Gentile Schiavone. Michele Pegna. 8/5/92 

Cari compagni, oggi ho ricevuto tramite posta i 
due numeri del vostro bollettino ECN MI di aprile 
che mi avete inviato. Vi ringrazio per questo ed 
ovviamente sono interessato a continuare a rice- 
vere il vostro bollettino settimanale ed il giornale 
mensile da voi prodotto. Ricevete un forte abbrac- 
cio e tanti saluti a pugno chiuso, voi tutti ì compa- 
gni e mamme del leoncavallo. A presto Stefano 
Carinola 8/5/92 

Cari compagni e compagne ho ricevuto i numeri 
dell'ECN. Mi farebbe piacere riceverlo ancora. Ri- 
guardo alle situazioni interne al carcere vi teniamo 
al corrente delle eventuali e probabili notiva’ ri- 
guardo agii speciali e Novara in particolare. Con il 
cuore scaldato dagli incendi di Los Angeles, vi 
saluto con forza e pugno chiuso. Nicola De maria 
15/5/92 


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ECN Milano 



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5. File ; RM20624.ASC 


ROMA 23/06/92 

COMUNICATO STAMPA 

Abbiamo seguito il convegno organizzato stamane 
alla Protomoteca del Campidoglio dai sindacati 
confederali e da! Comune di Roma, dal titolo 
"Progetto lavoro per gli immigrati a Roma". 

L'abbiamo seguito vincendo il senso di ripulsa per 
il fatto di trovarsi nella stessa sala con l'assessore 
Azzaro e senza piu' quella speranza che accom- 
pagnava le visite e le promesse di Azzaro e Car- 
raro, due anni fa, alla Pantanella, e ne siamo usciti 
piu' scettici di quando siamo entrati. 

Le cifre diffuse dai sindacati parlano da sole. Meno 
di un immigrato su dieci si e’ iscritto al colloca- 
mento. perche'? Perche' IL COLLOCAMENTO 
NON FUNZIONA PIU' A CHIAMATA NUMERICA 
MA NOMINATIVA, enza speranza quindi per gli 
stranieri; perche' gli avviamenti effettuati 
riguardano SOLO IL LAVORO DOMESTICO (LA 
SCHIAVITÙ' MODERNA) E LAVORI A TERMINE. 

Nelle altre citta' esistono UFFICI STRANIERI dei 
comuni, che funzionano fornendo orientamento al 
lavoro ed alPintegrazione. 

A Roma non esiste nulla: perche' fanno comodo le 
braccia per il lavoro nero, e perche' fa comodo ac- 
centrare il potere nelle mani di Azzaro e di 
"volontariato" a lui legato. Pochi sanno che asso- 
ciazioni di "volontariato" sono state lautamente 
rimborsate con delibera comunale per "servizi di 
orientamento al lavoro" MAI EFFETTUATI presso 
gli alberghi di deportazione degli ex-ospiti della 
Pantanella, dove questi signori dove questi signori 
si sono presentati solo per censire gli ospiti e con- 
segnare le liste al Comune ed ai commissariati di 
zona. 

EPPURE GLI IMMIGRATI LAVORANO. Senza al- 
cun aiuto pubblico sono nate ben dodici coopera- 
tive di immigrati e miste. L'80% dei pakistani de- 
portati a Fiumicino e Lavinio e degli indiani depor- 
tati a Civita Castellana, il 70% dei bengalesi 
deportati a Cisterna, il 60% dei maghrebini 
costretti a vivere nelle baraccopoli, HANNO UN 
LAVORO PIU' O MENO STABILE. Lo Stato? Lo 
conoscono solo quando i Commissariati chiedono 
prove su prove del loro lavoro per rinnovare il 
soggiorno; oppure per gli "irregolari", solo perche' 
vivono nel terrore anche se il datore di lavoro 
vorrebbe metterli in regola, perche' il Governo 


fugge al solo parlare di provvedimenti di 
regolarizzazione. 

Ai rifugiati in attesa di asilo non e' consentito lavo- 
rare regolarmente. Ai lavoratori autonomi non e' 
consentito (stante una recente circolare) di cam- 
biare la ragione del soggiorno da lavoro dipen- 
dente ad autonomo. Agli studenti stranieri, ai pa- 
renti "ricongiunti" non e' consentito lavorare rego- 
larmente per mantenersi. Agli stagionali nelle 
campagne non e' lasciata altra via che il capora- 
lato e l'intermediazione camorristica. I nuovi in- 
gressi sono consentiti (fatta eccezione per le colf) 
solo "previa verifica dell'assenza di manodopera 
locale equivalente". 

In sostanza: L'ITALIA HA LA LEGISLAZIONE DEL 
LAVORO PIU' "PROTEZIONISTICA" D'EUROPA 
Eppure gli immigrati rimangono. Lavorano, vivono 
e soffrono ed un convegno non basta, al Comune 
di Roma, per salvarsi l'anima. 

Sher Khan (United Asian Workers Associatoion) 
Mustapha Mansouri (Immigrati maghrebini in Italia) 


6. Fife : RM20624A.ASC 


Roma, 24/6/92 

VEGLIA CONTRO LA PENA DI MORTE 

Amnesty International ed il Coordinamento Non 
Uccidere organizzano Giovedì' 25 Giugno alle ore 
22 fino alle ore 24 in P.zza Campo de' Fiori una 
vegli per l'abolizione totale della pena di morte. 
L'evento e' la serata conclusiva di un ciclo di tre 
manifestazioni contro la pena di morte che si sono 
tenute nello stesso posto l'ultimo Giovedì' di Aprile 
e di Maggio. 

Durante la vegli saranno disposte su tutta la 
piazza 100 sagome d'uomo a grandezza naturale 
in ricordo di tutte le persone giustiziate nel mondo 
dall'inizio del 1992. Gli attivisti per i Diritti Umani 
avranno cartelloni con su scritti tutti i nomi dei giu- 
stiziati nel 1 991 e 1 992 che verranno ricordati con 
una fiaccolata. 

Amnesty International si oppone incondizionata- 
mente ed in ogni caso alla pena di morte che rap- 
presenta una violazione del diritto fondamentale 
alla vita di ogni individuo riconosciuto dall’art. 5 
della Dichiarazione Universale dei Diritti del- 
l'Uomo. I paesi che applicano la pena di morte per 
reati comuni sono 105, quelli che la prevedono nel 
codice militare sono 16 (tra cui c'e' l'Italia), mentre 
44 sono i paesi che l'hanno abolita. 


ECN Milano 


7 






Parto lambro '92 Contro la destra sodale Pertorsl di liberazione 


AMNESTY INTERNATIONAL - CIRCOSCRIZIONE 
LAZIO Circ. Trionfale 17 00195 ROMA fax 
06/384323 


7. File : RM20624B.ASC 


Roma 24/06/92 

COMUNICATO STAMPA 

GRECIA: UN RAPPORTO DI AMNESTY INTER- 
NATIONAL SULLE TORTURE NELLE PRIGIONI 
E NELLE STAZIONI DI POLIZIA 

Nel corso del 1991 decine di persone sono state 
sottoposte a maltrattamenti e torture nelle stazioni 
di polizia e nelle prigioni della Grecia: e' quanto 
afferma Amnesty Itemational in un rapporto reso 
pubblico oggi, secondo l’organizzazione per i diritti 
umani, le torture e i maltrattamenti, il cui scopo e' 
quello di impaurire i detenuti o costringerli a con- 
fessare, sono proseguiti anche nel 1992. 

Amnesty Itemational ha chiesto al Governo greco 
di nominare una commissione d'inchiesta sul fe- 
nomeno e di istituire un organismo indipendente 
che possa verificare l'andamento di tutte le inda- 
gini relative e denunce di maltrattamenti o torture. 

"Le vittime hanno spesso paura di denunciare le 
torture subite, ritenedo che la polizia possa vendi- 
carsi e che i torturatori non saranno puniti", so- 
stiene Amnesty International, che aggiunge: "E 1 
ora che il Governo affermi a chiare lettere che il ri- 
corso ai maltrattamenti e alle torture nelle prigioni 
e nelle stazioni di polizìa e' inaccettabile". 

Secondo Amnesty International, la tortura e' resa 
possibile dal comportamento della polizia, che non 
consente alle persone fermate di contattare gli av- 
vocati se non a confessione avvenuta. 

Diverse denunce di tortura, inoltre, non sono state 
prese in considerazione dai giudici neanche 
quando le prove erano del tutto evidenti. All'interno 
delle prigioni, i detenuti sono stati puniti mediante 
pestaggi e trasferimenti in celle d'isolamento 
fredde, e talvolta lasciati senza cibo. 

Il rapporto di Amnesty International descrive 35 
casi di tortura, elencando i metodi piu' frequenti: 
calci, pugni, scariche 

elettriche, manganellate e bastonate. Un rifugiato 
turco di 26 


anni e' morto in ospedale dopo essere stato sel- 
vaggiamente picchiato da agenti della squadra 
anti-narcotici di Atene; una seconda persona e' 
deceduta in prigione in circostanze non chiarite. 

I cittadini stranieri che non parlano il greco sono 
stati picchiati fino a quando non hanno controfir- 
mato verbali scritti in una lingua per loro scono- 
sciuta; alcuni ragazzi non hanno potuto avvisare i 
genitori e sono stati sottoposti a maltrattamenti fino 
a quando non hanno firmato la confessione. 

Diverse donne arrestate dalla polizia sono state 
sottoposte ad abusi sessuali: in un caso una 
donna incinta e' stata costretta a denudarsi di 
fronte ad un gruppo di agenti, offesa con gesti 
osceni e sbattuta contro un muro. 

Amnesty International sostiene che il Governo 
greco non stia mettendo in pratica le fondamentali 
garanzie per prevenire la tortura (come ad esem- 
pio consentire alle persone arrestate un immediato 
contatto con l'avvocato) e che le inchieste sulle 
torture e i maltrattamenti non siano sempre 
condotte al termine: quando lo sono, le conclusioni 
vengono rese note solo in quei rari casi in cui si 
celebra un processo. Amnesty International e' a 
conoscenza di due soli casi in cui, negli ultimi due 
anni, appartenenti alle forze dell’ordine sono stati 
condannati per aver commesso atti dì violenza 
contro i detenuti. 


8. File : APPFIRM.TXT 


PARCO LAMBRO E' UN DIRITTO! 

Il meeting di Parco Lambro é entrato, a giusto titolo 
nella storia e nella memoria della gente, delle 
donne, dei lavoratori e giovani di questa citta'. 

Dalla prima edizione, nel 1989, il meeting ha rap- 
presentato e rappresenta un eccezionale incontro 
di popoli e culture, di soggetti e collettivi sociali, 
che credono e lottano per una dimensione diversa 
dell'attuale società'. I vari argomenti, approfonditi e 
discussi nelle precedenti tre edizioni, dalla specu- 
lazione edilizia per motivi finanziari, ai diritto alla 
casa; alla lotta all'eroina di stato negli aspetti so- 
ciali e giuridici (contro leggi compiacenti che in- 
vece di colpire interessi e traffici finanziari di chi 
detiene il monopolio del mercato alla vendita, ten- 
dono a criminalizzare e incarcerare i cosiddetti 
"soggetti deviarti”, frutto del disagio creato da una 
società' basata sulla cultura del profitto e del de- 
naro). fino ai temi della pacifica convivenza tra i 
popoli contro la barbarie del nuovo ordine mon- 


8 


ECN Milano 





Radio Parto Lambro FM 101.200 - telefono 0337 328455 


diale che, retto dalPimperialismo bellico e finan- 
ziario degli stati più industrializzati del mondo, pre- 
tende di ingabbiare le lotte di autodeterminazione 
dei popoli, creare conflitti bellici per imporre nuovi 
e sofisticati comandi industriali, desertificare e 
spogliare il pianeta delle sue risorse umane e ma- 
teriali. 

E ancora di più Parco Lambro ha saputo creare la 
vasta rete di comunicazione umana tra i soggetti 
che null'altro hanno che il loro cervello e la forza 
delle braccia e della creatività' per opporsi all'at- 
tuale contesto dove predomina lo scempio della 
ragione contro i portatori sani di solidarietà', fratel- 
lanza e antagonismo. PARCO LAMBRO rappre- 
senta un'esperienza unica per i tempi che corrono, 
dove le persone possono parlare e scambiarsi le 
proprie esperienze, i propri problemi, le difficolta' 
che incontrano quotidianamente, pensare e pro- 
gettare il proprio futuro fuori dalie compatibilita' 
costituite. Ed é di tutto ciò che si ha paura. 

Nei grigi e oscuri palazzi del potere, tanta vitalità' 
crea il panico, l'incubo che qualcuno possa, alla 
luce dei sole, far saltare il meccanismo della de- 
mocrazia blindata. 

Un assessore all'ecologia e verde pubblico del 
Comune di Milano, il prestigioso signore Massimo 
De Carolis, le cui gesta negli anni passati lo hanno 
reso famoso come uomo d'ordine, ovviamente di 
destra, pone il veto a PARCO LAMBRO 92. Un as- 
sessore facente funzioni di una giunta comunale 
inesistente, che fa capo a un giunta provinciale 
inesistente in ossequio a un consiglio regionale 
inesistente perché la maggior parte dei suoi re- 
sponsabili devono rispondere, a vario titolo, del 
saccheggio della citta'. Esattamente quanto ab- 
biamo sostenuto nel PARCO LAMBRO 1990 con- 
tro i padroni della citta', quanto sosteniamo da anni 
attraverso le nostre lotte, quanto l'operato di un 
giudice-giustiziere elevato ad eroe nazionale ci fa 
sospettare di ulteriori rafforzamenti repressivi 
contro le masse popolari. 

PARCO LAMBRO é un diritto e non é oggetto di 
nessuna merce di scambio con qualsiasi potere 
costituito. 

E' un fatto compenetrato nel tessuto popolare di 
questa citta' e di questo paese, é una scadenza 
che annualmente migliaia di persone attendono, é 
un incontro culturale, politico e sociale alimentato 
dalia ricchezza umana ed espressiva di quella 
parte di società' reale che lotta e si oppone ai so- 
prusi e violenze di potentati politici e 
imprenditoriali di cui non riconosciamo neppure la 
dignità di essere interlocutori, rappresentanti e 
gestori della "questione pubblica". 

Invitiamo soggetti, comitati e forze realmente an- 
tagoniste a sottoscrivere questo appello per Iq di- 


fesa di questa iniziativa e del diritto ad esprimersi 
dentro la citta'. 

PARCO LAMBRO 1992 CONTRO LA DESTRA 
SOCIALE PER I PERCORSI DI LIBERAZIONE. 

Coordinamento Regionale Antagonista della Lom- 
bardia 

Milano 12 giugno 1992 


HANNO FIRMATO QUESTO APPELLO: 

I COMPAGNI/E DEL COORDINAMENTO REGIO- 
NALE ANTAGONISTA LOMBARDIA - CS LEON- 
CAVALLO - CA GARIBALDI (MI) - COMITATO DI 
SOLIDARIETÀ CON L'INTIFADA (MI) - 
COMITATO DI AZIONE ANTIMPERIALISTA (MI) - 
INFOSHOP T28 (MI) - RADIO ONDA D'URTO 
(BS) - CENTRO DOCUMENTAZIONE 
ANTAGONISTA (CR) - LIBRERIA CALUSCA (MI) - 
CS CONCHETTA (MI) - COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA (IM) - CENTRO DI 
COMUNICAZIONE ANTAGONISTA (FI) - CEN- 
TRO DOCUMENTAZIONE (MO) - C.D. VALERIO 
VERBANO (RM) - RADIO ONDA ROSSA (RM) - 
RADIO SHERWOOD (PD) - CS EMO PRIMO 
DELLA LISTA (BATTAGLIA TERME PD) - RADIO 
COOPERATIVA (MONTEBELLUNA TV) - CS V. 
OSPEDALIERI (RO) - CS PEDRO (PD) - CS MO- 
RION (VE) - LIBRERIA CALUSCA (PD) - RADIO 
CASBAH (BR) - COMPAGNI/E COORDINA- 
MENTO REGIONALE PUGLIA - CS MANICOMIO 
(PS) - POLITICO'S POSSE (MI) - Casa Occupata 
GARIGLIANO - Casa Occupata PERGOLA - Casa 
Occupata TRANSITI - LIBRERIA UTOPIA (MI) - 
CS MURAZZI (TO) - I COMPAGNI/E 
dell' AUTONOMIA OPERAIA (TO) - I COMPAGNI/E 
DEL COORDINAMENTO ANTINUCLEARE 
ANTIMPERIALISTA REGIONE SICILIA - CS 
MORGANA (ME) - PIPPO TORRI Consigliere 
Regionale (Rifondazione Comunista) - GIORGIO 
INZANI Consigliere Regionale (Antipròibizionisti) - 
CARLO MONGUZZI Consigliere Regionale (Verdi) 
- FIORELLO CORTIANA Consigliere Regionale 
(Verdi) - CAMILLO PIAZZA Consigliere Regionale 
(Verdi) - EMILIO MOLINARI Senatore (Verdi) - 
UMBERTO GAY Capo Gruppo Consiliare al 
Comune di Milano (Rifondazione Comunista) - 
SACCHI MARCO Collegio Di Verifica 
(Rifondazione Comunista Milano) - COMITATO 
AVVOCATI CONTRO LA GUERRA (MI) - 
CENTRO INIZIATIVA LUCA ROSSI (MI) - CLO- 
USI OSPEDALE SAN CARLO (MI) - CUB-USI 
OSPEDALE SAN GERALDO DI MONZA - USI 
AUTOGESTITO OSPEDALE SAN PAOLO (MI) - 


ECN Milano 


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Porco Lambro ' 92 Contro la destra sodale Percorsi di liberazione 


USI MASERATI (MI) - PILA WESTON (MI) - FREE 
THE NATION (MI) - YU KUNG (MI) - TEQUILA 
BUM BUM - REDAZIONE DI FRIGIDAIRE (RM) - 
REDAZIONE TEMPI SUPPLEMENTARI (RM) - 
FLMU Federazione Lavoratori Metalmeccanici 
Uniti (MI) - "A" RIVISTA ANARCHICA (MI) - 
COMITATO LIGURE CONTRO LA 
CELEBRAZIONE DELLE COLOMBIANE - 
REDAZIONE DI CUORE (RM) - IL QUOTIDIANO 
IL MANIFESTO - SCI. SERVIZIO CIVILE 
INTERNAZIONALE (MI) - CORA ANTIPROIBIZIO- 
NISTI (MI) - REDAZIONE NN (MI) - RIVISTA CUL- 
TURALE ANIMA (MI) - CS KINESIS TRADATE 
(VA) - CS SINTESI SEREGNO (MI) - REDAZIONE 
MILANESE DI ITALIA RADIO - PAOLO ROSSI - 
LUCIA VASINI - DARIO FO E FRANCA RAME (MI) 
- STEFANO APUZZO (Parlamentare Verde MI) 

A PUGNO CHIUSO ROMPIAMO IL DIVIETO. 


9. File : FI20622B.TXT 


Firenze, 22/6/92 

CARCERE: SI ESTENDE E SI ALLARGA LA 
LOTTA DEL POPOLO DELLE PRIGIONI 

Un incredibile silenzio stampa ha accompagnato la 
domenica di sciopero della fame dei detenuti a 
Sollicciano e in molte citta d'Italia. Lo sciopero 
prosegue compatto in molte sezioni, mentre di ri- 
tiro del decreto non si parla nemmeno. 

Sì sta estendendo, intanto, in diverse prigioni lo 
sciopero della fame. Da venerdì' sono entrati in 
sciopero della fame i detenuti del carcere di Santa 
Caterina a Pistoia. Da oggi entrano in sciopero i 
detenuti di San Vittore e di Opera. Tutti e duemila i 
dtenuti di San Vittore hanno dichiarato che sciope- 
reranno sino a quando il decreto non sara' ritirato. 
I compagni del Centro Di Comunicazione Antago- 
nista invitano tutti a fare pervenire attestati di soli- 
darietà' ai detenuti, e a rafforzare la solidarietà' 
con lo sciopero della fame. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


10. File : FI20625B.TXT 


Firenze, 25/6/92 

PROTESTA DEGLI ABITANTI DELLE PIAGGE 

Erano stati in silenzio ad aspettare risposte che 
non arrivavano mai. Si parla deglia abitanti delle 
Piagge che negli ultimi mesi avevano formulato 
una serie di richieste al Comune per una migliore 
qualità' della vita. Richieste economiche, infatti i 
canoni di affitto sono ora molto alti, richieste di 
servizi migliori; mancano cinema, strutture per 
bambini, aree verdi attrezzate, gli autobus non 
passano mai, mancano negozi dove fare la spesa, 
insomma alle Piagge non c’e’ niente, in compenso 
lo spaccio dilaga nelle serate estive. 

Per questo in una assemblea popolare hanno de- 
ciso di passare al contrattacco. Questa mattina un 
centinaio di abitanti delle Piagge hanno portato il 
saluto della protesta all'ufficio Casa di Via Palaz- 
zuoio, uno dei piu' bersagliati dalla protesta popo- 
lare, un ufficio su cui la magistratura indaga da 
molto tempo, noto per i suoi scambi di favori. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


11. File : FI20625C.TXT 


Firenze, 25/6/92 

LUNEDI' SI PROCESSANO GLI OCCUPANTI DI 
VIA DEL GIGLIO 

Lunedi' 28 verrà' intentato contro 6 giovani il pro- 
cesso per l'occupazione di Via Del Giglio. Il pa- 
lazzo fu' occupato dopo anni di incuria e abban- 
dono da una quarantina tra giovai, coppie, fami- 
glie. Via del Giglio rappresenta l'inizio della storia 
del Movimento di Lotta per la Casa. Il gruppo di 
occupanti in pochi mesi traformo' uno stabile vuoto 
da morto a vivo, oggi e' ritornato preda della 
speculazione. Infatti dopo due anni di lentissima 
ristrutturazione il palazzo e' ritornato avvolto dal 
grighiore che lo contraddistingue. Lunedi' mattina 
si celebra lo strapotere delle immobiliari, la loro 
arroganza la loro sete di profitti. 

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA INVITA 
A PRESIDIARE PIAZZA SAN MARTINO SIN 
DALLE 9 DEL MATTINO PER IMPORRE IL RRI- 
TIRO DELLE QUERELE AGLI OCCUPANTI DI VIA 
DEL GIGLIO 


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ECN Milano 







Radio Pano Lambro FM 101.200 - telefono 0337 328455 


12. File : FI20622C.TXT 


Firenze, 22/6/92 

LE MANI SULLA CITTA', TERRENI D'ORO E DI- 
GHE DI ARGILLA 

Si parla addirittura di arresti per la vicenda relativa 
al piano casa. Prosegue, infatti, l'operato della 
magistratura che ha visto nella giornata di sabato 
l'emissione di altri 5 awsi di garanzia. Due riguar- 
danao il vice sindaco Gianni Conti e sua moglie. 
Difficile crdere alle dichiarazioni di estraneità' che 
si sono moltiplicate da parte degli amministratori 
locali. 

Si continua ad indagare anche sugli sperperi pro- 
vocati dalla costruzione dell'invaso del Blancino. 
Una altra opera da regalare all'Idiozia e 
all'inutilità': decine di miliardi sono spariti, in tanti 
si chiedono dove siano finiti. 

In citta' e in provincia si estende la rabbia contro 
gli amministratori e i progetti speculativi e inutili. 
Oggi in Consiglio Provinciale si discute del deva- 
stante progetto sull'alta velocita'. Il progetto FF SS 
trova una fortissima opposizione popolare, che si 
concretizza in asemblle, raccolte di firme (8000 per 
ora), e mobilitazioni. 

Mentre l'assessore alla Casa annuncia un tavolo 
di trattativa con il Movimento di Lotta per la Casa. 
Non si smentisce I' Associazione industriali, e tan- 
tomeno il boss del PSI Nencini. 

Hanno presentato, in un momento come questo, la 
proposto di costruzione del moderno POLO TEC- 
NOLOGICO, futura pappatola per tanti amministra- 
tori, industriali e funzionari. 

Dal palazzo la notizia che il democristiano Pstelli 
sostituirà' il vice-sindaco Gianni Conti, al momento 
inquisito dalla magistratura. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


13. File : FI20623B.TXT 


Firenze, 23/6/92 

NO ALTA VELOCITA' IN MUGELLO: ASSEDIO 
DEI COMITATI ALLA PROVINCIA 

I Comitati contro l’Alta Velocita' in Mugello hanno 
vivacemente presenziato ieri alla seduta della 
Provincia, che discuteva proprio del progetto delle 
Ferrovie dello stato. Sono state esprersse valuta- 
zioni diverse nella seduta del Consiglio Provin- 
ciale, ma la sostanza e che tutti rifiutano il progetto 
FF SS. 


Il Mugello e' intanto in fermento, si preannunciano 
iniziative clamorose se l'ostinazione dell' ente 
FFSS non gli fa' recedere dal progetto stesso, il 
sottodegretario Angelini (DC) e' stato duramente 
contestato a Luco di Mugello nel corso di un dibat- 
tito organizzato dalla DC locale con rappresentanti 
dei Comitati, lo stesso ha preso atto della situa- 
zione e delle difficolta' che implica il progetto 
dell'Alta Velocita'. 

Facciamo nostre le critiche che vengono dalla 
valle del Mugello e del Bisenzio: Una lenta opera 
di devastazione ambientale ha trasformato una 
tema bellisssima in tema di saccheggio e di deva- 
stazione. Dapprima l'Invaso di Bilancino, monu- 
mentale opera all'idiozia umana e alla "mazzetta" 
centinaia di ettari di terreno devastati, poi la bre- 
tella di collegamneto tra autostrada e Valdamo, poi 
ancora l'intelligente"Autodromo" senza aggiungere 
l'inquinamento dei fiumi e dei laghi, vistosamente 
aumentato negli ultimi dieci anni. Per questi motivi 
gli abitanti del Mugello e della Valle del Mugnone 
non ne possono piu', basta con il saccheggio e la 
devastazione del Mugello. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


14. File : SSG20625.TXT 


Giovedì' 25 giugno 1992 

Sesto San Giovanni 

Alle ore 23.15 si e’ verificato l'ennesimo attacco ai 
compagni legati alle esperienze dei centri sociali. 

I giardini dietro la Posta, luogo dove abitualmente 
ci ritroviamo noi ex-occupanti del Centro Sociale 
Corte del Diavolo, sono stati obiettivo di una tren- 
tina di nazi-skins armati di spranghe, martelli e 
protetti da caschi. 

Una ventina di compagni e ragazzi presenti nei 
giardini si sono dispersi. Un ragazzo e' stato 
sprangato e preso a calci. 

Infine i nazisti se la sono presa danneggiando mo- 
torini lasciati ai giardini 

Questi episodi non rimmamanno impuniti, riba- 
diamo la volontà 1 di mantenere la nostra presenza 
in quartiere contro la ristrutturazione, i nazisti e 
l’eroina. 

PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO 
NIENTE RESTERÀ' IMPUNITO 

Gli ex-occupanti del C.S. Corte del Diavolo 


ECN Milano 


11 




Parto Lambro ' 92 Contro la destra sotlale Pertorsl di liberazione 


15. File : MI20626C.TXT 


UNA MANIFESTAZIONE MUTILATA 

La manifestazione nazionale del msi contro le tan- 
genti si sarebbe dovuta tenere il 4 di luglio, con- 
temporaneamente al corteo che porterà' fuori dal 
parco lambro qualche migliaio di compagni conve- 
nuti da tutta italia per l'incontro " contro la destra 
sociale per i percorsi di liberazione" che si terra' 
dal 2 al 5 luglio; ma una "manina" di questura ha 
consigliato al msi di anticipare al 27 giugno l'ini- 
ziativa sovrapponendola di fatto ad altro corteo, da 
tempo annunciato, indetto dai movimento antago- 
nista milanese proprio contro il divieto del parco 
lambro, operato dalla giunta, 
la piazza e' stata di fatto consegnata nelle mani di 
fascisti convenuti da tutta italia e il centro della cit- 
ta' negato a chiunque altro. 

Per tali ragioni il corteo indetto dal c.s. leoncavallo 
e da numerose realta' di lotta si concluderà' in 
piazza lima sul limite esatto posto dalia questura di 
milano al diritto a manifestare. 

Parchi vietati all'uso collettivo e manifestazioni 
mutilate sono ulteriore testimonianza che la 
"destra sociale" lunghi dall' essere un'astratta ca- 
tegoria di analisi accelera quella corsa che l'ha 
portata lungo tutti gli anni '80 all'attacco delle 
condizioni di vita di milioni di giovani, operai, prole- 
tari. 

C.S. LEONCAVALLO 


16. File : RM20626.ASC 


LIBERI SUBITO I COMPAGNI DI ASKATASUNA 

Questa mattina alle ore 8.00 le forze dell'ordine 
hanno fatto irruzione nel centro sociale Askata- 
suna fermando 12 compagni che vi si trovavano in 
quel momento, perquisendo i locali del centro so- 
ciale e attuando uno sgombero senza alcuna ordi- 
nanza di sgombero. E'stata inoltre perquisita la 
sede di "Gridalo Forte" e le case di molti compagni 
che lavorano da anni in solidarietà' con il popolo 
basco. 

Al termine di una conferenza stampa alle ore 12.00 
i dirigenti della digos hanno tramutato il fermo dei 
12 compagni in stato di arresto nel carcere di 
Rebibbia. 

Questa operazione rientra nell'operato che la 
digos in questi mesi ha attuato nei confronti dei 
compagni e delle strutture di movimento 


architettando negli uffici della questura fantomatici 
collegamenti internazionali con i noti avvenimenti 
di questa notte. 

La digos continua la sua opera di provocazione 
con inchieste e magistrati rampanti, inscenando un 
copione vecchio e stantio da operazioni 
"antiterrorismo" contro una struttura sociale tra le 
piu' giovani formata da studenti e non da esponenti 
di organizzazioni armate. 

I paranoici e provocatori progetti, al di la' dell'ao- 
contentarsi del rinvenimento di ridicoli oggetti con- 
tundenti per far collimare teoremi assurdi, hanno 
invece il preciso intento di chiudere quegli spazi 
che oggi a Roma rappresentano una delle voci di 
lotta e di cambiamento. 

Riteniamo assolutamente grave l'entrata della po- 
lizia nelle sedi del movimento, rigettiamo ogni ad- 
debito ai compagni arrestati e a tutto il movimento 
e lanciamo la mobilitazione affinché' i compagni 
vengano immediatamente liberati e invitiamo le 
strutture romane e i compagni ad esprimere soli- 
darietà'. 

In relazione a tutti questi avvenimenti domani 27 
giugno 1992 alle ore 11.00 CONFERENZA 
STAMPA nei locali del centro sociale ASKATA- 
SUNA a cui sono invitati gli organi di informazione 
e il movimento. 

I nomi dei compagni arrestati ed attualmente dete- 
nuti nel carcere di Rebibbia, indirizzo a cui man- 
dare celermente telegrammi: via G.P. Maietti, 
00100 Roma: 

1 ) Federico Raponi; 

2) Giacomo Negrotto; 

3) Andrea Pitzulu; 

4) Andrea Cianni; 

5) Maurizio Danei; 

6) Alessandra Micheli; 

7) Armando Avoli; 

8) Gavino 7; 

9) Irene ?; 

10) kart ? 

COORDINAMENTO ZONA OVEST 


12 


ECN Milano 





Radio Parto Lambro FM 101,200 - telefono 0337 328455 


17. File : BO20626.DOC 


COMUNICATO STAMPA 

RACHID TEBINIrUN'ALTRA VITTIMA DELLA 
LEGGE REALE 

A quanto pare nei nostri territori e’ diventato abi- 
tuale registrare omicidi perpetrati dalle cosiddette 
"forze debordine". 

Mentre le indagini sulla Uno bianca languono, 
mentre si rischia che l'inchiesta sulla strage del 2 
agosto si risolva in un nulla di fatto, mentre prospe- 
rano il mercato dell'eroina e la penetrazione finan- 
ziaria mafiosa .poliziotti e carabinieri stanno at- 
tuando una "riqualificazione professionale" sulla 
cosiddetta microcriminalita' e sui cosiddetti sog- 
getti a rischio. 

Chiunque abbia assistito (come per esempio i 
giornalisti) alle operazioni di polizia che coinvol- 
gono gli immigrati, si può' essere reso conto del- 
l'arroganza e brutalità' con cui questi ragazzotti in 
divisa trattano indiscriminatamente lavora- 
tori, "persone sospette" .passanti: basta che siano 
immigrati, preferibilmente maghrebini .Noi non 
siamo a conoscenza dei criteri investigativi e com- 
portamentali in uso presso P.S. e CC, tuttavia ba- 
sta vedere come vengono trattati gli immigrati in 
coda all’Ufficio Stranieri della Questura per il per- 
messo di soggiorno per capire che siamo in pre- 
senza di un atteggiamento razzista. Ma non pen- 
siamo certo ad un'origine biologica di tali atteg- 
giamenti:la verità' e' che l'amministrazione dello 
Stato, cosi' come la Amministrazione comu- 
nale, delegano sempre piu' alla repressione la riso- 
luzione di problemi sociali scottanti che le istitu- 
zioni sono incapaci di affrontare . 

Non conosciamo il poliziotto che ha ammazzato 
Rachid Tebini ,ma siamo sicuri che i poliziotti nel 
centro di via Guelfa da tempo ormai si preoccu- 
pano, piu' che delio spaccio antistante (uno spaccio 
che probabilmente qualcuno valuta sia opportuno 
spostare dal centro citta' verso zone piu' nascoste 
agli occhi dei perbenisti, piu' circoscritte e piu' 
controllabili) di terrorizzare chiunque gli capiti 
sottomano senza andare per il sottile (del resto la 
capacita' di P.S. e CC di esasperare gli immigrati 
si e' già' vista in quelle che "L'Unita"’ ha definito 
"operazioni di pulizia" svoltesi negli ultimi 
tempi, specialmente in via Stalingrado) 

Cosa e' successo la sera del 24 giugno in via 
Guelfa? UN ABUSO DI POLIZIA, in cui si sommano 
arroganza e incapacita' personale (addirittura 
hanno chiesto i documenti alla guardia giurata 


perche’ "non collaborava"), culminato in un omici- 
dio. Gli immigrati che possano sapere qual- 
cosa, proprio per il clima di repressione (arresti ar- 
bitrari, pestaggi), hanno paura di parlare. 

Chiediamo cosa intende fare la magistratura per 
assicurare che eventuali testimoni tra gli immigrati 
residenti in via Guelfa siano tutelati e non vengano 
intimiditi o peggio dalla PS. 

Chiediamo all'Amministrazione comunale se sia al 
corrente dei ripetuti episodi di violenza nei centri di 
prima accoglienza ad opera di guardie giurate e 
polizia. Se sia al corrente dell'episodio accaduto in 
via Stalingrado quando una guardia giurata liti- 
gando con un residente ha esploso un colpo di pi- 
stola;se sia al corrente che la polizia e’ andata da 
quell'immigrato "sconsigliandolo" di denunciare 
l'episodio.Se sia a conoscenza del numero di pe- 
staggi operati dalle guardie in via Stalingrado negli 
ultimi mesi. 

Chiediamo aH'Amministrazione comunale che cosa 
ha fatto in via Guelfa, oltre a perfezionare il recinto 
e a mettere le guardie giurate;cosa intende fare e 
come intende giustificare le ingenti spese 
accampate dal Comune su questa schifosa strut- 
tura. 

Cosa intende fare piu' in generale per affrontare la 
situazione abitativa nella citta’, per i lavoratori, per i 
giovani, per gli immigrati (che sono giovani e/o la- 
voratori). 

Chiediamo che la vicenda di Rachid Tebini non si 
concluda come la precedente dell'uccisione di un 
tunisiono innocente in via Gobetti, ne' che si con- 
cluda come quella del nomade Otello Bo- 
nora, padre di tre figli ammazzato in aprile dai Ca- 
rabinieri per un tentativo di furto. 

comitato senza frontiere 


18. File : BO20626.1DO 


Bologna 2SW92 

A nome di tutti gli abitanti extracomunitari di Via 
Guelfa 74/4 

in merito agli articoli apparsi sui quotidiani locali 
riguardanti l'uccisione di Rachid Tabini intendiamo 
smentire le notizie in cui si afferma ad esempio 
che’Tebini Rachid 26 anni e' deceduto per un col- 
poo di pistola pare sfuggito accidentalmente dal- 
l'arma che tentava di sottrarre ad un agente di po- 
lizia". 

Per noi le cose stanno diversamente. 

A noi risulta che Rachid sia stato fermanto e por- 
tato in Questura e quindi identificato .Dopo il 


ECN Milano 


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Pano Lambro '92 Contro la destra sodale Penorsl di liberazione 


fermo, durato circa quattro ore Rachid e' stato ac- 
compagnato nel centro di accoglienza di via 
Guelfa non ammanettato alla presunta ricerca di 
un coltello che sarebbe servito per un tentativo di 
rapina. 

Già' prima la polizia aveva sequestrato dei coltelli 
da cucina nei locali del centro in occasione del se- 
condo intervento. 

Ci risulta inspiegabile il ritorno della polizia per 
una terza volta con Rachid non ammanettato in 
quanto presunto responsabile del tentativo di 
rapina. 

Secondo la versione della polizia Rachid sarebbe 
fuggito oltre un muro e dopo un inseguimento da 
parte di un poliziotto che per l'occasione ha fer- 
mato una macchina di un cittadino, avrebbe rin- 
tracciato Rachid e dopo una breve colluta- 
zione, sarebbe partito un colpo che ha ucciso Ra- 
chid. 

A noi risulta da alcune testimonianze che Rachid 
nel momento in cui e' stato colpito si trovava all’in- 
terno dell'area di una rivendita di automobili di via 
Larga e il poliziotto che ha sparato si trovava all'e- 
sterno di questa area ed era diviso da Rachid dal 
cancello .Quindi la coliutazione risulta pratica- 
mente impossibile. 

La morte di Rachid Tabini per noi significa ancora 
una volta il tentativo di criminalizzare gli immigrati 
senza ricercare i veri responsabili che in questo 
caso sono le forze di polizia come nell'altro caso 
dell'immigrato tunisino ucciso, sempre 
"casualmente" in via Gobetti da parte degli agenti 
di polizia. In simili casi non vi e' mai stata giustizia. 
Per noi i responsabili sono la polizia che ha ucciso 
Rachid e il Comune di Bologna che non ha solu- 
zioni reali per noi immigrati ed ha costruito zone 
recintate e militarizzate chiamate centri di prima 
accoglienza dove guardie giurate e polizia la fanno 
da padroni. 

Immigrati di via Guelfa 


19. File : BS920626.TXT 


ECN Brescia - Venerdì 1 26 giugno 1992 

INIZIATIVA DI SOLIDARIETÀ' CON I DETENUTI 
SOTTO IL CARCERE DI CANTON MOMBELLO A 
BRESCIA 

Si e' tenuto oggi dalle ore 18 alle 20.30 il presidio 
con interventi parlati e musicali, organizzato dalle/i 
compagne/ i del Centro Sociale e dal collettivo di 
redazione di Radio Onda d'Urto, sotto le mura 


della casa circondariale di Canton Mombello a 
Brescia. All'iniziativa hanno partecipato una tren- 
tina di compagne/i anche perche’ era stata orga- 
nizzata come primo, iniziale momento di solidarie- 
tà' e comunicazione tra interno ed esterno del car- 
cere, nell'arco di due giorni, da quando cioè' si e' 
avuta notizia dello sciopero dei detenuti. Grossis- 
sima e' stata la risposta dall'Interno del carcere: 
appena i compagni hanno acceso l'impianto voci 
ed hanno iniziato a parlare, le celle sono esplose 
in un boato, decine di detenuti si sono affacciati 
agitando stracci, bandiere, rudimentali striscioni, 
applaudendo, gridando e riprendendo gli slogan 
lanciati dai compagni. Le stesse scene, con batti- 
ture, incendio di lenzuola, urla, si sono ripetute agli 
altri bracci del carcere, dove i compagni si sono 
spostati in momenti successivi. Al microfono hanno 
anche parlato famigliari e un detenuto uscito da 
pochi giorni. Anche l'appello a dar vita ad una 
trasmissione ai microfoni della Radio, costruita 
dalle lettere dei detenuti e' stato accolto da urla ed 
applausi all'interno. L'iniziativa si e' conclusa con i 
saluti tra dentro e fuori e l'impegno da parte dei 
compagni a costruire per la meta' di luglio un 
grosso presidio/concerto. 

Riproduciamo il testo del volantino che e' stato 
diffuso: 

"MASSIMA SOLIDARIETÀ' CON I DETENUTI IN 
LOTTA DIAMO VOCE A CHI NON HA VOCE 

Da lunedi' 22 giugno i detenuti del carcere citta- 
dino di Canton Mombello sono in sciopero "per 
contrastare l'attuazione dell'aberrante Decreto 
Legge Scotti Martelli". L’agitazione consiste nell'a- 
stensione da ogni attività' lavorativa e ricreativa in- 
terna e nel rifiuto del cibo fornito dall'Amministra- 
zione. Come sta avvenendo in numerose altre car- 
ceri italiane (Opera, San Vittore, Sollicciano, Bari, 
Brindisi, Poggioreale, Rebibbia eoe.) i detenuti 
sono in lotta contro un decreto emergenziale che, 
dietro il paravento deH’"antimafìa", costituisce un 
pesantissimo attacco alle liberta' di tutti. Eccone 
alcuni dei punti significativi: stravolgimento delle 
regole del nuovo processo penale con la cancel- 
lazione di ogni reale garanzia per l'imputato, allar- 
gamento abnorme dei poteri di polizia, ulteriori re- 
strizioni nella concessione delle "pene alternative" 
al carcere previste dalla Legge Gozzini. 

Rispetto alla situazione delle galere di tutta Italia 
questo Decreto non e' che l'ultima goccia: grazie 
alla Legge Craxi sulle droghe che reprime compor- 
tamenti ritenuti "deviarti", il numero dei detenuti e' 
aumentato di 15.000 unita’, piu' 35 % nell'ultimo 


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ECN Milano 





Radio Pano lambro FRI 101.200 - telefono 0337 328455 


anno, peggiorando le condizioni di sovraffolla- 
mento; e' contemporaneamente cresciuto il numero 
di detenuti sieropositivi o in AIDS conclamato e 
piu' in generale si sono aggravati i problemi legati 
alla salute in carcere: CHI E' MALATO NON DEVE 
RIMANERE IN GALERA ! Oltre a ciò', da un anno 
e mezzo a questa parte, l'applicazione dei benefici 
previsti dalla Gozzini e' condizionata al via libera 
di un comitato provinciale in cui e' determinante il 
peso degli organi di polizia e i cui pareri non 
devono essere motivati. 

E' questa società' che produce disagio, sofferenza, 
emarginazione, e il carcere come unica risposta a 
comportamenti ritenuti "devianti" Scrivono i dete- 
nuti del carcere di Opera in un documento del 17 
giugno 1992 : "Le carceri italiane non sono un al- 
bergo, ma luoghi sovrappopolati dove si conti- 
nuano ad applicare pene tra le piu' alte del mondo 
malgrado la propaganda sulla Legge Gozzini. In 
carcere vi sono i cittadini piu' sfortunati, vittime dei 
vostri stessi guai in numero sempre maggiore, in 
un inferno sempre peggiore. Il male non nasce dal 
carcere ma da chi in carcere non viene mai." 
Scrivevano i detenuti del carcere Due Palazzi di 
Padova in lotta per il diritto alla salute nel novem- 
bre 1991: "Vogliamo l'impossibile. Lottiamo per la 
liberta'. Per il diritto alla salute contro la morte da 
carcere e in carcere. Contro la legge Vassalli Jer- 
volino che carcera scelte individuali come il "farsi". 
Le misure alternative al carcere devono essere 
concesse a tutti in maniera automatica, senza 
passare attraverso il parere di altre persone che di 
fatto si ergono a giudici. La nostra e' una battaglia 
di liberta'. Per la liberta' di chi e' ammalato. Per la 
liberta' dalla differenziazione. Contro la barbarie 
del carcere." 

Di fronte anche al silenzio di giornali e TV di Stato, 
con l'iniziativa di oggi vogliamo dare voce a chi e' 
costretto al silenzio, aprire un rapporto di comuni- 
cazione diretta con i detenuti all'Interno del car- 
cere, perche' DENTRO E FUORI SIAMO TUTTI 
COINVOLTI. 

PER UNA SOCIETÀ' SENZA GALERE. 

le/i compagne/i del Centro Sociale 
il collettivo di redazione di Radio Onda d'Urto 

RADIO ONDA D'URTO METTE A DISPOSIZIONE 
DEI DETENUTI IN LOTTA I SUOI MICROFONI, 
scrivete a Radio Onda d'Urto Contrada del Car- 
mine 16 25122 Brescia. Per notizie sulla lotta dei 
prigionieri in tutta Italia sintonizzatevi sui 106.500 
Mhz in fm della Radio" 


20. File : RM20626A.AS 


Comunicato di Gridalo Forte su perquisizioni del 
26 . 6. 1992 

PERQUISITA LA SEDE DI VIA DEI SABELL1 18 

Alle ore 6.30 di venerdì' 26 giugno la polizia, inter- 
venuta in forze (due volanti e due auto della spe- 
ciale ed una terza intervenuta successivamente), 
ha effettuato una perquisizione minuziosa della 
sede che ospita diverse realta': "Politica e Classe", 
" Cattivi Maestri" e che ospita inoltre una docu- 
mentazione sul problema dell’internazionalismo, 
tra cui materiale su Euskadi (Paesi Baschi). La 
perquisizione e' avvenuta in relazione a delle 
esplosioni che ci sono state nella notte tra giovedì' 
e venerdì', nel centro di Roma di cui abbiamo ap- 
preso notizia da loro stessi. 

I compagni hanno preferito aprire la sede anziché' 
fartsela sfondare dai vigili del fuoco che stavano 
per essere avvertiti dalla polizia che ha anche di- 
chiarato di ritenerli sospetti in quanto avevano 
passato la notte fuori casa. In realta', i compagni 
erano impegnati nel servizio di vigilanza notturna 
alla festa di Rifondazione Comunista che ospita tra 
l'altro uno stand internazionalista con mostre e 
materiale politico sulla lotta dei popoli oltre che 
Baschi anche Irlandesi, Bretoni, Corsi e Salvado- 
regni. Uno dei compagni fermati e' stato interro- 
gato ed ha subito una perquisizione anche nella 
propria abitazione. 

GRIDALO FORTE 


21. File : MI20626B.TXT 


Sesto San Giovanni 

CRONACA DI UN FERMO 

Venerdì 19 Giugno un compagno somalo è stato 
oggetto di violenza e soprusi intollerabili da parte 
dei carabinieri. 

Il compagno Amed era stato identificato qualche 
tempo prima da dei poliziotti che avendolo visto al 
Centro Sociale CORTE del DIAVOLO e all'occu- 
pazione di via Tofane, 1 gli avevano fatto capire che 
prima o poilo avrebbero perseguitato. 

In quell'occasione gli fù anche detto che anche se 
aveva la carta d'identità non doveva pensare "di 
potersi sentire a casa sua " e "che se ne sarebbe 
accorto". 

Dopo questo fatto il 19.6. veniva riconosciuto in dei 
giardini dai poliziotti. Fermato gli dicevano che un 


ECN Milano 


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Parto Lambro # 92 Contro la destra sotlale Pertorsl di liberazione 


ragazzo arabo era stato fermato con 7 g. di eroìna 
e che aveva fatto il suo nome come quello dello 
spacciatore. 

Nonostante la perquisizione, effettuata sul po- 
sto, fosse risultata negativa, lo ammanettavano, lo 
caricavano su un blindato e lo portavano alla ca- 
serma dei CC di Sesto. Da questo momento in poi 
il compagno viene torturato a tal punto che non è 
possibile riassumere la vicenda. 

Riteniamo giusto pertanto lasciar parlare lo sventu- 
rato compagno: 

Mi hanno preso e mi hanno messo in una cella 
sotterranea di isolamento. Dopo circa otto ore sono 
entrati i primi due poliziotti dicendomi di tirare fuori i 
nomi dei pusher che mi avevano venduto l'ero . 

Mi hanno picchiato mi sembra per dieci minuti, po- 
tevano essere più o meno. 

Ogni quattro ore entravano nella cella, sia nella 
notte di venerdì che nella notte di sabato e mi pic- 
chiavano con asciugamani bagnati sulla schiena e 
poi uscivano. 

Sabato mattina alle undici mi hanno portato su per 
farmi le impronte, le foto e poi mi hanno rimesso in 
cella. Alle otto di sera mi hanno chiamato per 
chiedermi se avevo venduto la roba all'arabo che 
abitava con me. Gli ho detto che nessun arabo 
abitava con me, che non ho mai avuto storie di 
questo tipo con ragazzi arabi. 

Loro hanno insistito, che lui mi conoscevae che io 
avevo spacciato con lui al Leoncavallo ecc. Poi, 
secondo loro, lui diceva che era uno dei palestinesi 
che faceva collettivi di documentazione su storie 
della Palestina. 

Ho saputo dopo che l'arabo in questione non 
aveva documenti e che era stato lui di sua iniziativa 
a dire che era un palestinese. " 

Il compagno si è rivolto poi ad un avvocato al 
quale spiegò quanto era accaduto e che prima che 

10 portassero via alla caserma dei CC, aveva visto , 
insieme alla madre portare via un arabo che aveva 
i capelli corti : 

Stamattina prima dì andare in Moscova sono an- 
dato in ospedale e lì il media) mi ha detto che 
queste botte che mi hanno dato sono lividi su mu- 
scoli interni. Ho fatto la denuncia alla polizia del- 
l'ospedale e con quella denuncia sono andato alla 
caserma. 

11 trenta di questo mese ci sarà la causa contro i 
CC di Sesto. 

Fatti di questo tipo sono sicuramente allucinanti e 
sintomatici del clima d’intimidazione in cui vivono 
gli extracomunitari: 


ciò in quanto la loro frequentazionedei centri so- 
ciali è mal vista in quanto si teme la sua politiciz- 
zazione. 

Denunciamo questo fatto di tortura, di razzismo ed 
esprimiamo la nostra totale solidarietà al compa- 
gno Ahmed. 

I compagni del Leoncavallo. 


22. File : MI20626A.TXT 


PER CONTINUARE LA LOTTA 

Un saluto a pugno chiuso dai compagni e le com- 
pagne della commissione carcere di Milano a tutto 
il movimento antagonista. 

Rendiamo nota a tutti la posta che e' arrivata al CS 
Leoncavallo e che ha iniziato ad avere piu' seguito 
da due mesi, cioè' da quando vengono fatte le 
spedizioni di materiale vario ed ECN ai detenuti 
politici e comuni di cui ci sono arrivati gli indirizzi e 
gli aggiornamenti (Mauro Busa Rossetti e' uscito 
dal Carcere - FI ). 

Aderiamo all'iniziativa davanti a Rebibbia il 27 giu- 
gno, saremo li' col cuore e con la rabbia e la voglia 
di cambiare uno stato di cose insostenibile, forse 
con un futuro negato, ma sicuramente con un pre- 
sente di lotta. 

Per la liberazione dei compagni Gallinari e Ric- 
ciardi, doppiamente rinchiusi nel centro clinico del 
carcere Regina Coeli, che dopo quindici anni di 
sopravvivenza alle peggiori condizioni carcerarie e 
sono tuttora capaci di trovare la forza e il coraggio 
di denunciare i soprusi e le violenze perpetrate da 
un "giustizia" di parte. 

La dimostrazione sta nella denuncia che hanno 
fatto per la morte di Stefano Belli, detenuto co- 
mune in crisi di astinenza, lasciato morire come 
appartenente alla categoria dei senza diritti. Siamo 
con chi non ha accettato il silenzio, impotenti ma 
ancora presenti per come possiamo, con tutti i de- 
tenuti che sapranno rendere giustizia a Stefano 
Belli con la denuncia di quello che e' successo. 

Il compagno Gallinari e' rinchiuso dal '79 per la 
sua militanza nelle B.R. 

La sua situazione clinica e' di grave forse immi- 
nente pericolo di vita, e' stata riconosciuta la sua 
assoluta non pericolosita', oltre aH'incompatibilita’ 
della malattia con la detenzione. Dopo esser stato 
operato al cuore, e' ora costretto a vivere una si- 
tuazione che e' ai limiti del paradosso, cioè* all’in- 
terno del centro clinico di Regina Coeli, che com- 
porta molte limitazioni in piu' rispetto alla soprawi- 


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ECN Mitene 





Radio Pano Lambro FM 101*200 - telefono 0337 328455 


venza che potrebbero almeno garantirsi stando in 
una cella qualunque e cioè' l'assistenza immediata 
dei suoi compagni di cella, in caso di malessere e 
la possibilità' dì cucinarsi i cibi. 

Queste sono le stesse condizioni di Salvatore 
Ricciardi detenuto dal 1980 come prigioniero poli- 
tico delle B.R. 

La criminalizzazione delle lotte che hanno per- 
corso gli anni settanta / ottanta, ha colpito i prigio- 
nieri politici con una forma di detenzione progres- 
sivamente sempre piu' sofisticata in quanto tesa 
unicamente alla distruzione di ogni possibilità' 
"umana" di vita all'interno di un carcere. 

Le condizioni già' di per se' difficili dei colloqui con 
i familiari sono state rese praticamente impossibili, 
con i continui trasferimenti improvvisi da un car- 
cere all'altro, cioè' laddove le forme di isolamento 
e i braccetti speciali non bastavano si utilizzavano 
i trasferimenti per eliminare ogni possibilità' di so- 
cializzazione fra detenuti politici e comuni, ed in- 
terrompere forme di organizzazione che si riusci- 
vano a creare all'interno delle varie realta' carcera- 
rie negando inoltre per anni colloqui con amici o 
persone non istituzionalmente imparentati. 

La mobilitazione interna alle carceri dei detenuti 
oggi rischia di subire colpi dello stesso tipo, si 
rende quindi necessario da parte dei compagni 
fuori dal carcere creare una rete di controinforma- 
zione fra i vari carceri. 

Ancora una volta ci si trova davanti ad una situa- 
zione carceraria che subisce l'ennesimo giro di 
vite, da un potere di destra razzista e fascista, il 
nuovo maxi-decreto Scotti-Martelli per come 
stanno dimostrando i fatti (scioperi della fame, ten- 
tativi di rivolte, mobilitazioni e denunce collettive) 
per le persone che stanno dentro e' insostenibile 
ed aggrava le già' pesanti condizioni di sovraffol- 
lamento e abbandono sanitario risultati di due 
leggi altamente criminalizzanti come la Craxi - Jer- 
volino e la Martelli - Boniver. 

Durante Parco Lambro pensiamo che vada convo- 
cato un coordinamento sulla questione carcere e 
che ci saranno tante cose da dirci e con cui contri- 
buire fuori dal carcere alla lotta che e' iniziata den- 
tro. 

Pensiamo pure a un confronto che vede differenze 
di percorso su alcuni temi di pratica di lotta come 
ad esempio rispetto alfa costruzione di una com- 
missione carcere all'interno di un’esperienza di 
condivisione e pratica politica come quella dentro i 
centri sociali, piuttosto che al di fuori con pratiche 
e forme di organizzazione-aggregazione diversa- 
mente caratterizzate. 


Altro punto da considerare momento di confronto 
e' rispetto ad una individuazione di piattaforma di 
lotta che miri: alle questioni inerenti le carceri di 
ciascuna citta', alle battaglie contro le detenzioni di 
"ostaggi" politici come i detenuti non dissociati e 
non pentiti ancora dentro le carceri italiane e cer- 
care forme di solidarietà' concreta nei confronti dei 
detenuti per le lotte di liberazione ad esempio, ba- 
sche e peruviane. 

La nostra posizione, che non ha dubbi sugli scopi 
di una lotta contro le carceri, e che per questo, non 
può' che avvallare pratiche proprie di autodetermi- 
nazione sulla giustizia contro il capitale (ad esem- 
pio affare Tangenti) chiede un coordinamento sia 
sulla definizione di una piattaforma che sugli stru- 
menti che per essa si mettono in gioco, quindi an- 
che un confronto sulle pratiche negate di circola- 
zione di informazione con le carceri speciali e dal- 
l'altra parte un percorso di liberazione culturale del 
concetto galera/reato. 

Commisione carcere Leoncavallo 


23. File : MI20627.TXT 


Milano, 27S06/92 

Esprimiamo la piu' ampia solidarietà' ancora una 
volta al C. Documentazione V. Sabelli, a Gridalo 
Forte, a Kattivi Maestri, a Politica e Classe e al 
C.S. Askatasuna e non ci stancheremo mai di farlo 
ogni volta che compagni vengono arrestati, mi- 
nacciati, picchiati dalla viltà' di queste istituzioni 
arroganti e dai loro servitori in divisa e in 
borghese. 

Siamo vicini per convinzione e pratica materiale a 
tutti questi compagni arrestati. Il grido si solleva 
forte e chiaro anche nella milano libera e comuni- 
sta, liberta' subito a tutti!!! 

Non vogliamo lezioni di legalità' dagli storici affa- 
matori delle classi oppresse. 

Infoshop T28 MI - 1 compagni e le compagne della 
casa occupata Transiti MI - C.S. Leoncavallo - I 
compagni delle poste MI - Coll. Ma chi vi ha auto- 
rizzato MI - C.S. A. Murazzi TO - Centro documen- 
tazione "Berto" TO - Centro documentazione Anta- 
gonista GE - 


ECN Milano 


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Parto Lambro ' 92 Contro la destra sodale Pertorsl dì liberazione 


24. File : NA20628.AS 


ECN-ROMA 

OCCUPAZIONE CASE AD ACERRA 

Sabato 13 giugno alle ore 13 sono state sgombe- 
rate le case occupate il giovedi' precedente in una 
località' situata tra Acerra e Casalnuovo. Preci- 
siamo che si tratta di 108 appartamenti apparte- 
nenti a non meglio identificate "società 1 immobi- 
liari". Alla rioccupazione avvenuta venerdì' 19 ha 
fatto seguito una dura azione repressiva da parte 
della polizia che non si e' fatta scrupolo di pic- 
chiare anche donne incinte. Vi sono stati numerosi 
fermi. 

Da segnalare I' episodio gravissimo del sequestro 
di un rullino fotografico ad un giornalista del Mat- 
tino. 


25. File : NA20628A.AS 


ECN ROMA 

DALL' ALFA LANCIA DI POMIGLIANO (NA) 

Giovedì' 25/6 durante i 10 minuti di pausa un ope- 
raio che stava fumando e' stato violentemente ri- 
chiamato dal capo-reparto. La discussione ha por- 
tato infine ad uno scontro fisico tra i due che ha 
provocato la minaccia di licenziamento per I' ope- 
raio. 

Venerdì' 26/6 TUTTI gli operai della linea della 
"55" hanno interrotto il loro lavoro per tenere un' 
assemblea sull' accaduto. 

L' assemblea ha rifiutato il dialogo con il Comitato 
di controllo della fabbrica ritenuto un organo pura- 
mente repressivo e ha deciso di uscire per starda 
a manifestare davanti ai cancelli della fabbrica. 
Alla protesta si son aggiunti anche gli operai del 
secondo turno che in quel momento stavano arri- 
vando. La dura reazione degli operai ha fatto si' 
che il licenziamento fosse tramutato in 3 giorni di 
sospensione dal lavoro. Quest' episodio dimostra 
ancora una volta che la lotta e I' autorganizzazione 
sono le uniche armi vincenti contro la logica di 
sfruttamento e repressione nella fabbrica e fuori!!! 


26. File : FI20629A.ASC 


Firenze 26 Giugno 

LE ALI DELLA LIBERTA' 

In un Comunicato congiunto i detenuti di Sollic- 
ciano preso atto del rilievo che la protesta ha otte- 
nuto nei mass-media, del vuoto politico creato in- 
torno al decreto Martelli, delle rilevanti contraddi- 
zioni interne all'apparato giudiziario ( le eccezioni 
di incostituzionalità' presentate dal giudice di Sor- 
veglianza Margara, e le dimissioni di quattro com- 
ponenti della commissione ministeriale per le 
modifiche al nuovo codice di procedura penale) ri- 
servandosi di intraprendere nuove forme di lotta 
qualora la situazione non si evolva in positivo, i de- 
tenuti hanno interrotto lo sciopero della fame, il ri- 
fiuto del vitto, dell' amministrazione del sopravitto e 
dell'astensione del lavoro. 

Ma, intanto la protesta si e' allargata in tutta Italia. 
Le carceri di Milano, quelle di Napoli, quelle del 
Sud come quelle del Veneto stanno protestando in 
massa contro il decreto Scotti-Martelli. Un decreto 
che limita fortemente le poche liberta' concesse 
dalla precedente legge Gozzini, e che al contrario 
di quello che si vuole fare credere attacca diretta- 
mente il popolo delle prigioni e non certo i 
cosi'detti "boss mafiosi". 

Intanto in carcere si continua a morire 

COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


27. File : FI20629C.ASC 


FIRENZE 27 GIUGNO 

CONTRO LA POLITICA DELLA TANGENTE 
SPAZI VERDI E SOCIALI ALLA GENTE COMU- 
NICATO STAMPA DEGLI OCCUPANTI DELL'EX 
CINEMA PRIMAVERA 

Dopo quasi vent’anni di degrado e di abbandono il 
giardino ex Cinema Primavera ha visto cinque 
giorni di occupazione che hanno restituito lo spa- 
zio alla popolazione e creato momenti di socialità' 
e iniziative culturali. Tante le iniziative prodotte: 
dall'animazione per i bambini, alla pittura, al ci- 
nema all'aperto, alle cene popolari. 

Da questi cinque giorni e' nato un rapporto tra gli 
occupanti e gli abitanti del quartiere che si e' for- 
malizzato, nell'assemblea di martedì' 23 giugno, 


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ECN Milano 







Radio Parto Lambro FM 10L200 - telefono 0337 328455 


nella costituzione di un Comitato per la riapertura 
del Giardino Primavera. 

Il Comitato a cui hanno aderito alcune decine di 
persone si prefigge innanzitutto di garantire l'aper- 
tura del giardino attraverso la gestione diretta e di 
sensibilizzare gli abitanti suH'importanza che que- 
sto spazio svolge aH'intemo di un quartiere degra- 
dato. C'e', da parte del Comitato, la volontà' di 
aprire una vertenza con il Comune di Firenze poi- 
ché' lo spazio e' di proprietà' comunale (e‘ stato 
acquistato nel 1983 con l'intento di ristrutturarlo, 
sono passati quasi dieci anni fa e niente e' stato 
fatto). 

Il Comitato intende riattivare lo spazio, farlo vivere 
dalla gente, per questo l'invito e' a partecipare tutti 
il prossimo lunedi' 29 giugno al consiglio di quar- 
tiere in Villa Fabbricotti ( Via Emanuele). 

Nel frattempo il giardino continuerà' a rimanere 
aperto grazie all'impegno della gente del quartiere 
e nei prossimi giorni sono previste delle iniziative 
sociali. 

COMITATO PER LA RIAPERTURA DELL'EX CI- 
NEMA PRIMAVERA 


28. File : FI20629D.ASC 


Firenze 28 Giugno 

PROCESSO A VIA DEL GIGLIO. MOBILITA- 
ZIONE LUNEDI' AL PROCESSO IN PRETURA 
ORE 9.00 

LUNEDI' in Piazza San Martino si terra' il processo 
per l'occupazione dello stabile di Via del Giglio, 
avvenuta nel febbraio '90. In via del Giglio l'occu- 
pazione di giovani senza casa si protrasse fino a 
luglio, quaranta giovani ricostruirono uno stabile 
abbandonato da anni configurandone una desti- 
nazione sociale. Dopo lo sgombero, voluta dal- 
l'Immobiliare Giglio di Roma che vuole cedere lo 
stabile ad una banca europea, e' tornato il grigiore, 
la ristrutturazione non finisce mai, chi ha occupato 
e ricostruito viene processato... 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


29. File : FI20629B.TXT 


Firenze 26 Giugno 

NO AL PROGETTO ALTA VELOCITA’/ NO ALLA 
DEVASTAZIONE DEL MUGELLO 

Nuova manifestazione degli abitanti del Mugello 
nella mattinata di ieri davanti a Provincia, Regione 
e Prefettura per protestare contro il progetto Alta 
Velocita'. Il progetto che prevede una spesa di 
30.000 miliardi di lire (e si bloccano i salari, le as- 
sunzioni, si tagliano i servizi sanitari per risanare il 
bilancio!), e' articolato sull'asse Mi- 
lano/Bologna/Roma/Napoli e prevede appunto l'i- 
stituzione di una linea speciale ad alta velocita' 
che collega questa direttrice. 

Linee speciali, non destinate alla grossa utenza 
che, per le Ferrovie, e' costituita dai viaggiatori 
pendolari; linee riservate a chi può' permettersi 
biglietti dai costi altissimi. 

Il progetto prevede la costruzione di una nuova 
tratta Firenze/Bologna, ignorando che oggi già' 4 
sono le linne ferroviarie che attraversano l'Appen- 
nino Tosco / emiliano; la Firenze / Bologna, la 
Porrettana, la Pontremolese, la Firenze / 
Pontassieve / Faenza e che e' ripristinabile 
(richiesta dagli abitanti e dai pendolari) la vecchia 
Faentina. 68 km. di questa nuova tratta sono sot- 
terranei, un mega-progetto che quindi sconvolgerà' 
definitivamente non solo l'apetto paessaggistico e 
territoriale, ma anche idro-geologico di questa 
parte della Toscana. 

Il Mugello, una delle zone meno popolate fra 
quelle che gravitano sull'area metropolitana fioren- 
tina, e' destinato quindi a perpetuare il ruolo di ter- 
ritorio-cantiere già' inaugurato con i lavori infiniti 
per la diga di Bilancino, integrati dalla variante di 
valico dell'Autosole. 

Il progetto Alta velocita' nega che le Ferrovie deb- 
bano essere anzitutto un servizio sociale ed inau- 
gurano una filiera di servizi elitari; mantiene, desti- 
nando cosi' tante risorse finanziarie, la subalterni- 
tà' del trasporto su rotaia rispetto a quello su 
gomma (27% del movimento su Ferrovia, il 72% su 
veicoli gommati) ed impedisce ogni azione per ri- 
condurre il traffico delle merci ad una movimenta- 
zione su rotaia. E' un progetto targato Fiat sia nella 
sua finalità' strategica (impedire la concorrenza 
treno/auto, treno/camion) che nei suoi risvolti eco- 
nomici. Il consorzio CAVET ha infatti il 40% della 
presenza della COGEFAR IMPRESIT (gruppo 
FIAT). Il consorzio CAVET e' peraltro una nitida 
espressione di TANGENTOPOLI, vedendo al suo 
interno, oltre alla Cogefar, anche la Lodigiani (21% 


ECN Milano 


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Parto Lambro '92 Contro la destra sodale Pertorsl di liberazione 


del consorzio completato al 16,5% dalla coopera- 
tiva CMC, sempre al 16,5% dall'ltinera ed al 6% 
dalla Federici). Un progetto che ha quindi come 
protagonisti i leoni delle tangenti. 

Tornando alla devastazione ambientale i lavori per 
la linea prevedeono l'allestimento di due campi 
base, sette cantieri e quattro discariche per il pe- 
riodo dei lavori. Oltre all’evidente impatto ambien- 
tale distruttivo si arriva alla beffa ed al paradosso: 
l'invaso di Bilancino, che in origine doveva garan- 
tire l'approvvigionamento idrico della piana fioren- 
tina, se mai verrà' concluso garantirà, almeno fino 
al 2007, soltanto i lavori per le opere dell'alta velo- 
cita' e della variante di Valico ! Insomma opere 
pubblico che alimentano opere pubbliche, in un 
colossale sperpero di denaro per la gioia lucrosa 
di tangentisti e tangentati ! 

Particolarmente grave e scandalosa la posizione 
della Giunta Regionale e del PDS: - mentre il Pds 
mobilita perfino i Sindaci protagonisti del recente 
sciopero che rivendicava maggiore liberta' politica 
e finanziaria alle autonomie locali AVVALLA lo 
studio ambientale presentato il 30 aprile e che 
deve essere ratificato il prossimo 7 luglio e che 
non prevede nessun ruolo per i Comuni e le pop- 
polazioni coinvolte e tanto meno la loro informa- 
zione ed i tempi per discutere uno studio killer per 
l'ambiente; 

- Travolto in Lombardia dallo scandalo delle tan- 
genti il Pds toscano non sembra aver appreso la 
lezione: il consorzio CAVET e' espressione di 
Tangentopoli in una zona dove fioccano le 
informazioni di garanzia per la Diga di Bilancino - 
che vede la Regione pesantemente coinvolta nella 
lievitazione esponenziale dei tempi e del denaro 
speso, tant'e' che il prossimo lunedi' la Giunta 
regionale si appresta a togliere la delega per la 
conduzione dei lavori allo Schema 23... 

- Inoltre il progetto Alta velocita' mal si raccorda 
con altre prese di posizione della Giunta regionale 
quali l’aereoporto di Peretola, poiché' una siffatta 
linea farebbe di Bologna l'altro aereoporto della 
Toscana, dopo quello di Pisa. 

Del resto quella del Pds non e' la sola posizione 
scandalosa, fra le forze politiche istituzionali solo i 
rappresentanti di Rifondazione comunista si bat- 
tono contro questo progetto in sintonia con i Comi- 
tati del Mugello tant'e' che i Verdi in Provincia, 
dove sono in maggioranza, hanno pensato bene di 
disertare la seduta che discuteva del progetto... 
Mentre in tutto il Mugello continua la petizione po- 
polare e le iniziative di discussione e’ in prepara- 


zione una grossa assemblea per SABATO 4 LU- 
GLIO A BORGO SAN LORENZO. 

COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


30. File : PACCIN4.ASC 


Roma 29 giugno 1992 

LINGUISTICA "MALEDETTA" 

Attributo ("maledetto") che, in questo caso, ri- 
manda alla tematica svolta nell'articolo L'inganno 
linguistico e proposta di autodifesa diffuso nei 
giorni scorsi dall'ECN; attributo che ha come refe- 
rente quanto scriveva Giulio Preti nel ‘63 '64, e 
cioè' che le bibliche parole "in principio era il Lo- 
gos (la Parola, ndr), e il Logos era presso Dio, e il 
Logos era Dio", derivano da " un vecchio mito 
orientale e greco passato nel pensiero cristiano", e 
che, " attraverso questo, ha costituito una maledi- 
zione che ha pesato per millenni, e ancora pesa 
sul pensiero europeo". 

Niente di spregiativo, dunque, in questo 
"maledetto", ma semplicemente la connotazione di 
chi e' vittima ne sia piu' o meno consapevole del 
capovolgimento linguistico di porre in principio, 
anziché' la carne (l'essere marxiano), la parola, 
sicché' sarebbe quest'ultima a muovere la storia 
anziché' la materialità' dell'accadere storico, che 
sta a fondamento della non alienata coscienza 
storiografica. 

QueU'articolo non poteva restare senza seguito in 
vista possibilmentedella costituzione di un centro 
di informazione per l'autodifesa linguistica. Di qui 
questo nostro testo esemplificativo della nostra 
accezione di critica linguistica, che non rientra, 
chiaramente, nell'ambito specialistico di Noam 
Chomsky (notoriamente uno dei piu' autorevoli lin- 
guisti del nostro tempo), ma nella linguistica della 
lotta politica, di cui si discusse in quel seminario, 
linguistica nella quale lo stesso Chomsky appare 
vittima del tutto indifesa della maledizione denun- 
ciata da Giulio Preti. 

Oggetto di critica sara' inoltre, in questo nostro te- 
sto, un altro personaggio altrettanto noto (quanto 
meno in Italia) di Noam Chomsky, il segretario di 
Rifondazione Comunista, Garavini scelto a titolo 
puramente esemplificativo, non essendoci politico 
qualunque sia la sua collocazione in parlamento 
che non sia omologabile a un altro, non essendo 


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ECN Milano 




Radio Parto Lambro FRI 10L200 - telefono 0337 32S455 


possibile varcare la soglia di Montecitorio e di Pa- 
lazzo Madama se non si sla altrettanto persuasi 
che due e due fa quattro che non sono ne' .produ- 
zione ne' armi (la "carne" della storia) a creare il 
logos (la chiacchiera politico-mediale), ma sia in- 
vece quesfultima a determinare le condizioni del 
vivere civile (democratico). 

Incominciando da Chomsky, si veda il suo ultimo 
libro pubblicato in Italia (Illusioni necessarie Mass 
media e democrazia , Eleuthera, Milano 1991), le 
illusioni suscitate e alimentate da industria cultu- 
rale e medialita' per indurci a credere di vivere 
grazie alla democrazia in una società' civile, 
quando in realtà' la forza planetaria dominante (gli 
Stati Uniti) ci hanno riportati alla barbarie delle 
guerre di religione, barbarie, per cosi' dire, ancor 
piu' barbara di quella dei secoli XVI XVII, dal mo- 
mento che mentre allora si combattevano delle 
guerre, donde si poteva uscire tanto vincitori che 
vinti, oggi la sorte dell' "infedele" e' segnata in par- 
tenza, come s'e‘ visto nel Golfo, paradigma del de- 
stino di chiunque non riconosca che unico, vero 
dio e' la democrazia americana, autorizzata, in ra- 
gione di questo suo essere divino, a decidere in- 
confutabilmente su bene e male, vero e falso, di- 
ritto ad esistere e dannazione e annientamento. 

Per la verità': a) Chomsky redasse il proprio testo 
prima della guerra del Golfo, b) egli non fa alcun 
riferimento esplicito alle guerre di religione. 

Sta di fatto pero': a) che leggendo questo libro di 
Chomsky, non si può' non ritenere ii Golfo del tutto 
congeniale aH'imperialismo americano (come 
conferma del resto lo stesso Chomsky nell'intro- 
duzione all'edizione italiana del luglio 1961) a 
sconfitta avvenuta dell'"lmpero del male"; b) il sa- 
cro di questo imperialismo traspare inequivocabil- 
mente la' dove (pp. 52 -53) Chomsky rileva che la 
"logica" (della "costruzione del consenso") e 1 
"quella del Grande Inquisitore (dei Fratelli Karama- 
zov di Dostoevskij, ndr), che rinfacciava a Cristo di 
voler offrire la liberta' al popolo, condannandolo 
cosi' alla miseria. La Chiesa deve correggere il 
cattivo lavoro svolto da Cristo offrendo alla massa 
miserabile degli esseri umani il dono da essa piu' 
desiderato, e del quale piu' ha bisogno: la sotto- 
missione assoluta. Essa dover sconfiggere la liber- 
ta' in modo che "l'uomo possa essere felice", for- 
mando quella comunità' di fedeli che egli cerca 
avidamente. Nella nostra era secolarizzata ciò' si- 
gnifica una venerazione religiosa dello Stato, che 
nelle democrazie occidentali implica la sottomis- 
sione ai signori del sussidio pubblico, del profitto 


privato, della cosiddetta libera impresa, li popolo 
deve essere tenuto nell'ignoranza, affascinato con 
incantesimi nazionalistici (la necessita' della vitto- 
ria in Vietnam ieri, nel Golfo ai giorni nostri, ndr), 
per il suo stesso bene. E come il Grande Inquisi- 
tore impiega la forza dei miracoli, dei misteri e del- 
l'autorità' per conquistare e tenere prigioniero per 
sempre le coscienze di questi ribelli impotenti, per 
la loro stessa felicita', negando loro la liberta' di 
scelta che essi tanto temono e disprezzano, cosi' 
questi osservatori distaccati ( i "scientifici" opinions 
makers, ndr) devono creare quelle " illusioni ne- 
cessarie " e quelle semplificazioni emozionalmente 
potenti in grado di mantenere disciplinate e 
contente le stupide masse ignoranti". 

Ebbene, dopo una documentazione stringente, 
appassionata, brillante, circa l'impossibile esi- 
stenza di qualsiasi diritto incompatibile con la teo- 
crazia americana, esercitata all'interno prevalen- 
temente con strumenti mediali, e all'estero con in- 
confondibile metodologia nazista (mai, per dime 
una, che gli USA abbiano consegnato al Vietnam a 
guerra conclusa, "la mappa dei territori minati in 
indocina", sicché' anche dopo la fine del conflitto la 
guerra di aggressione americana a continuato a 
mietere vittime), nonché' Chomsky si chieda se la 
definizione leniniana di imperialismo come fase 
suprema del capitalismo non vada aggiornata, per 
rilevare che, con l'attuale imperialismo USA, si e' 
tornati, in dimensione planetaria, alla temperie di 
Auschiwtz. La democrazia ( questa democrazia 
proprietaria ) resta altrettanto salda della fede 
della leadership americana nella mancanza di 
alternative al Grande Inquisitore. Basterebbe 
soltanto, per rimediare, una bazzecola :" estendere 
il sistema democratico agli investimenti, all' 
organizzazione del lavoro e cosi' via", oppure 
eliminare qualsiasi interferenza fra "Stato e potere 
economico" (p.22). Basterebbe, detto altrimenti, 
che il logos (la ragione) si faccia carne 
(produzione capitalistica nell' interesse generale), 
per rendere tutti felici e contenti. 

Che e' in sostanza la stessa idea di Sergio Gara- 
vini nei quale ( editoriale di "Liberazione" del 
20/06/92 ) si trovano, In soli tre capoversi, i tre 
momenti del libro di Chomsky: a) il momento tra- 
gico che esige il supremo coraggio della verita'( 
"impariamo da quei minatori che hanno lanciato la 
sfida per il lavoro dal profondo delle gallerie delle 
loro miniere, senza paura di restare isolati."); b) il 
momento dequalificante dell' operare della 
"maledizione" ("Pero 1 sia ben chiaro che la gravita' 
della situazione, il peso delle sconfitte subite negli 
anni '80, le incertezze e I' inerzia di parte della si- 


ECN Milano 


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Parto Lambro '92 Contro la destra sodale Pertorsl di liberazione 


nistra e del sindacato, sono fatti che pesano"); c) il 
momento eroicomico della bazzecola (" Non si può' 
oggi fare appello alla spontaneità', alla generosa 
disponibilità' alla lotta che si manifesti dal basso. 
Oggi sta alla sinistra, sta al sindacato assumersi le 
proprie responsabilità', mettersi alla testa dei 
lavoratori, organizzare e unificare la lotta." ) Logos, 
in questo caso, incarnato da una "sinistra" e da un 
"sindacato" nei quali sarebbe imperdonabile 
riporre fiducia anche solo per affidare loro il 
servizio nettezza urbana del quartiere. Ma che 
farci, se il primato e' della parola, anche quando 
sia priva ormai di ogni credibilità', come lo sono in 
Italia una sinistra del tutto ignara che non solo per 
Marx, ma per tutti i teorici della modernità', non si 
da' diritto senza una potenza che I' imponga, e un 
sindacato dall' iter che va dalla svolta dell' Eur alla 
firma dell' accordo del 10 dicembre scorso, che ha 
preventivamente giustificato il golpe della scala 
mobile, sicché' le vittime solo a questa parola, per 
quanto screditata, dovrebbero affidarsi esorciz- 
zando ogni bis di piazza Statuto ("la generosa di- 
sponibilità' alla lotta che si manifesti dal basso") ? 

Personalmente, proprio perche' convinto che non 
c'e' lotta che non debba essere fatta col massimo 
di realismo e unita', nel libro La guerra chiamata 
pace ho accolto tanto la rigorosa critica d' ogni 
sindacalismo ( anche se autorganizzato )( corpo- 
rativo, settoriale, di un ex esponente Cobas 
scuola, quanto un intervento tecnicamente 
analitico di Fausto Bertinotti, e ciò' appunto per 
contribuire a un'elaborazione realistica e unitaria 
della lotta che si richiede per fronteggiare I' attuale 
affondo governo-padronisindacato; partendo pero' 
dalia premessa che realismo e unita' da 
individuare e portare avanti siano intrinseci alla 
carne ( la materialità' storica ), il cui destino 
nessuno può' dire, preliminarmente, se sia di 
vittoria o di sconfitta, mentre al contrario e' 
matematico che si va alla debacle affidandosi allo 
spirito santo, al logos, alle bazzecole chomskyane 
del controllo degli investimenti e dell’ 
organizzazione del lavoro per concessione di un 
padronato che e' tale in forza del decisionismo 
totalitaitario circa produzione e sfuttamento. 

Poche o tante che siano le possibilità' di vittoria 
contro I' autentico Ghino di Tacco ( il padronato ), 
che da tempo ha sussunto nell' economico, oltre il 
governo, I’ intera società', non ce n'e' una che di- 
penda dal logos anziché' dalla carne, la materiali- 
tà' della lotta di classe. Concetto in passato carat- 
terizzante la sinistra, e che oggi imperanti le 
"illusioni necessarie" lodevolmente denunciate da 
Chomsky necessita d' una linguistica politica inac- 


cessibile allo stesso Chomsky, nonché' ( cosa ben 
piu' grave )a Sergio Garavini che, mimetizzato nell’ 
epos dei minatori di Iglesias, introduce surrettizia- 
mente I' inesistente ( una sinistra e un sindacato 
rintracciabili soltanto nella foresteria del palazzo ), 
e ciò' in vista di "controllare", grazie al logos, 
l"’occupazione, limitare e disciplinare la mobilita' 
verso nuovi posti di lavoro", e via capitolando fino 
a "proporre la riforma, non il taglio, delle pensioni 
e della sanità' pubblica". 

DARIO PACCINO 


31. File : RM20630.TXT 


Roma 30/6/1992 

ECN ROMA DA: C.S.O.A. ASKATASUNA 

No alla repressione 

Sta prendendo piede in questo periodo una perico- 
losa politica di repressione nei confronti dei centri 
sociali e di altre strutture antagoniste. Assurda e 
preoccupante la dinamica con cui la polizia fa ir- 
ruzione, ogni volta succede qualcosa nella citta' 
nelle varie realta' di lotta: si permette di devastare 
sedi e centri sociali occupati ed autogestiti senza 
mandati preordinati e motivati, spesso e volentieri 
con pistole alla mano e fare intimidatorio. 

Un quadro politico questo, mirato alla criminaliz- 
zazione e alla soppressione di realta' di lotta nei 
confronti di un sistema sociale che mira alla 
massificazione degli individui e alla schematizza- 
zione dei rapporti. Resta di fatto che questa poli- 
tica si avvale di fiancheggiatori spesso e volentieri 
legati agli ambienti di destra da cui ricava manova- 
lanza e collaborazione, connubio questo ben col- 
laudato da parecchi anni (Gladio, strategia della 
tensione) e cosi' Auro Bruni muore assassinato 
nell' attentato del Corto Circuito senza che sia fatta 
giustizia, la polizia non indaga o meglio, cerca di 
criminalizzare i compagni del Corto. Tutto questo 
amplificato dai mass-media che sono solo capaci 
di riportare falsificazioni e distorsioni sui reali scopi 
e metodi di lotta attuati dai centri sociali e forze del 
movimento tutto. 

Siamo stanchi del mercato di notizie messo in atto 
selvaggiamente da questi servi e galoppini istitu- 
zionali e di parte che bandisce e boicotta tutta una 
corrente politica e di pensiero fagocitata e op- 
pressi dall' allucinante visuale del capitale e del 
comuniSmo. Ribadiamo i nostri ideali, le nostre 
proteste, le nostre lotte che nulla hanno a che ve- 
dere con metodi di combattimento e resistenza di 


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organizzazioni indipendentiste internazionali ai po- 
poli delle quali va comunque la nostra solidarietà' 
per I' autodeterminazione. In questo caso la corre- 
lazione fatta tra il c.s.o.a. Askatasuna e I' E.T.A e' 
quanto mai fuori luogo, infelice, pretestuosa, al- 
larmante sopratutto se inserita in un quadro euro- 
peo che prevede la ghettizzazione e chiusura 
capillare (sgomberi) dei centri sociali e strutture 
occupate; realta' che nel caso italiano continuano 
ad essere perseguitate da un sistema partitocra- 
tico che da sempre, per paura o sordità' mira a far 
passare le occupazioni come covi di terroristi ben 
armati pronti a colpire le istituzioni e la gente. 
Questo e' uno sporco attacco e noi non permette- 
remo questo screditamento o meglio criminalizza- 
zione indiscriminata e infondata del movimento agli 
occhi dell'opinione pubblica sempre piu' succube e 
manovrata dai fini sempre piu' saldi di potenti 
burattinai. 

In un'epoca e in un tessuto sociale in cui xenofo- 
bia, fascismo, mito della personalità', intolleranza 
vengono visti con occhio benevolo e riduttivo in cui 
Bush padrone dell'Italia dichiara acclamato la 
morte del comuniSmo, in cui chi accoltella un extra- 
comunitario non rischia niente mentre 1 1 compagni 
stanno dietro le sbarre per delle bottiglie di miscela 
di cui non si conosceva l'esistenza, condannati da 
uno stato mafioso che attua due pesi e due misure; 
occorre di fatto, organizzare una risposta 
finalizzata ad interrompere ed a smascherare i fini 
di una discriminazione sempre piu' pesante mirata 
a stroncare ogni forma di antagonismo, 
invocazione questa che deve comprendere oltre 
alla struttura antagonista di movimento, tutta la 
sinistra istituzionale che e' chiamata a pronunciarsi 
in maniera netta e univoca su espressioni di 
presenza sociale, pesantemente osteggiate e de- 
monizzate che vedono messa in pericolo la loro 
funzione ed esistenza. 

Bastai Deve finire una volta per tutte questa archi- 
tettura politica che ha come fine quello di elimi- 
nare, con qualunque metodo e pretesto una voce 
di dissenso che rimane fine a se' stessa ma, si 
trasforma in proposizione e servizi sociali. 

Si ricordino questi signori, che anche se dura- 
mente colpiti per l'arresto senza giudizio di 11 
compagni la nostra voce di lotta non morirà' mai!!! 
Iniziativa sabato 4 luglio al C.S.O.A. Askatasuna; 
Contro la criminalizzazione dei centri sociali, delle 
realta' antagoniste e di tutti i settori sociali in lotta 
Contro il continuo restringimento degli spazi di li- 
bertà' 

Per necessita' sempre piu' forte di trasformazione 
della realta' sociale e politica 


ASSEMBLEA PUBBLICA e in serata concerto con 

KENZA NEKE dalla 

Sardegna 

LIBERTA' PER GL1 11 COMPAGNI 

ADESIONI: Centri sociali: Hai visto quinto?, Area 
Libre, Break Out, Forte Prenestino, Laurentino 
Okkupato, Magliana, Auro e Marco, SpazioKa- 
mino, Ricomincio dal Faro; Comitato di lotta del 
Morgagni, CISC. Portuense, CIP Alessandrino, 
Radio Onda Rossa, Radio Citta' Aperta. 

Per adesioni. Radio Onda Rossa tei. 491750. 


32. File : RM20630A.TXT 


Roma 30/6/1992 

ECN ROMA DA: UNITED ASIAN WORKERS AS- 
SOCI ATION 

Comunicato stampa 

A nome di circa 8.000 immigrati iscritti alla UAWA 
(pakistani, bengalesi, indiani, cinesi) e di tutti gli 
immigrati, chiediamo al Governo italiano che sia 
spostato in avanti il termine del 30 giugno, per il 
rinnovo dei permessi di soggiorno emessi due anni 
fa con la legge 39. 

Infatti: 

1) porre un termine perentorio e' contro la stessa 
legge, che fissa il rinnovo a 2 anni dall' emissione 
e molti permessi furono richiesti entro il 30 giugno 
'90 ma furono emessi ben piu' tardi: diverse Que- 
sture stanno invece interpretando il termine del 
30/6 come termine ultimo di tutti i rinnovi; 

2) molti immigrati non possono rinnovare in tempo 
per i motivi piu' vari (di salute, di famiglia, di viag- 
gio in patria per motivi urgenti ed etc.), pur es- 
sendo nelle condizioni legali per il rinnovo; 

3) molte Questure pongono, anche contro le indi- 
cazioni ministeriali, condizioni insostenibili per la 
documentazione ai fini del rinnovo. 

Va sottolineato che, contrariamente alle indicazioni 
di legge ed alle circolari, ad esempio a Roma (ma 
anche in altre citta') il permesso di soggiorno non 
viene quasi mai rinnovato per 4 anni (come 
sarebbe d' obbligo per quegli immigrati che hanno 
un lavoro regolare), e spesso il rinnovo ha una va- 
lidità' inferiore ai 2 anni, anche di 3-6 mesi, man- 
tenendo gli immigrati in una posizione di eterna 
precarietà'. 

Piu' in generale, chiediamo che la legislazione ita- 
liana si adegui a quella dei paesi piu' avanzati e a 
condizioni minime di civiltà': 


ECN Milano 


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Parto Lambro '92 Contro la destra sotlale Percorsi di liberazione 


il soggiorno e le altre pratiche dei lavoratori immi- 
grati e dei rifugiati devono far capo alla ammini- 
strazione civile dello stato e degli enti locali, non 
alle Questure; 

deve essere trovata una soluzione al problema 
degli immigrati "irregolari" presenti in italia; 
il soggiorno deve essere previsto per un numero 
sufficiente di anni, e deve comportare la liberta' di 
cambiare lavoro e residenza e di chiamare, con 
una procedura rapida, la propria famiglia in Italia. 
Sono cose che gli emigranti italiani hanno conqui- 
stato da tempo. 

Siamo lavoratori, non criminali; vogliamo essere 
liberi, non "vigilati speciali"! 

Mohammad Muzaffar Ali (Sher Khan), segretario 
generale 

Henry D. Costa, Presidente 


33. File : RM20630B.TXT 


Roma 30/6/1992 

ECN ROMA DA: I LAVORATORI ALGERINI 
DELLA BARACCOPOLI DI VIA OSTIENSE 

Comunicato Stampa 

Questa notte intorno alle 2 un nuovo incendio ha 
distrutto la baraccopoli che "ospita" centinaia di 
lavoratori algerini aH’intemo dell'area del mercato 
di via Ostiense. Sei nostri fratelli sono rimasti feriti 
o ustionati, e gli ospedari cittadini hanno posto in- 
finite difficolta' per ricoverarli e curarli. 

Non un solo responsabile del Comune o della Cir- 
coscrizione si e' presentato, come in occasione 
dell'altro incendio due mesi fa. Solo pompieri e 
polizia. Come se non esistessimo; come se non 
fossimo cittadini di questa citta'. Non abbiamo visto 
neanche un rappresentante della nostra Am- 
basciata. 

E’ il sesto incendio da quando viviamo in quelle 
baracche. Baracche di cartone e legno, in cui 
dormiamo negli intervalli dei nostro lavoro (nero e 
notturno) come scaricatori e facchini nel mercato. 
Non e' un "accidente"; e' strano che non vi siano 
stati altri incendi, in quelle condizioni. 

D'altronde dove potremmo andare? Gli affitti delle 
case per noi sono irraggiungibili. Non esistono 
centri d'accoglienza. Ed anche se esistessero molti 
di noi non potrebbero entrarvi perche 1 , anche se 
lavorano da anni in Italia, ufficialmente non 
esestono, non hanno il "soggiorno". E quelli che ce 
l'hanno non trovano lavoro: perche' fa piu' comodo 
usare il lavoro nero degli "irregolari". Ecco come il 


Governo italiano, chiudendo ogni possibilità' di re- 
golarizzazione, si fa complice degli sfruttatori. 

E' indegno di una citta' civile; nel centro di Roma 
per anni centinaia di persone lavorano di notte e 
dormono di giorno fra i cartoni. 

Chiediamo un intervento urgente degli Enti locali 
per garantirci un alloggio piu' civile. O dovremo 
aspettare che qualcuno di noi muoia? 


34. File : NA20630.TXT 


30/6/1992 
DA: ECN NAPOLI 

comunicato stampa 

La repressione in fabbrica e in generale nei luoghi 
di lavoro e' un fenomeno quotidiano, non sempre 
pero' operai e lavoratori stanno a guardare. 

Giovedì' 25 giugno alla FIAT - AUTO di Pomigliano 
d'Arco (NA), durante il primo turno di lavoro si veri- 
fica una grave provocazione ai danni di un 
operaio. Mario La Marca, questo il nome, seduto 
nei pressi della linea di montaggio, viene 
avvicinato da un dirigente che gli intima di alzarsi e 
di tornare immediatamente al lavoro. Nonostante 
l'operaio si trovi "in sosta" e tenti ripetutamente di 
spiegarlo il capetto continua a provocarlo con 
atteggiamenti autoritari e arroganti, fino a quando 
Mario La Marca esasperato reagisce con uno 
schiaffo. Subito dopo viene colto da una crisi di 
nervi che ne rende necessario il trasporto in 
infermeria. 

Immediatamente gli operai interrompono sponta- 
neamente il lavoro per manifestare solidarietà' al 
lavoratore, ma anche perche' stufi di episodi simili 
che a Pomigliano sono all'ordine del giorno. Nono- 
stante il rapido intervento dei "pompieri" del sinda- 
cato che cercano di calmare gli animi, la "fermata" 
si protrae per circa un'ora. Il turno si conclude poi 
senza avvenimenti degni di rilievo. 

Venerdì' 26 giugno alle 5,30, ai cancelli della fab- 
brica Mario La Marca viene bloccato dai vigilanti 
che gli ritirano il tesserino di riconoscimento e lo 
informano dei provvedimenti disciplinari presi dalla 
direzione; sospensione cautelativa di tre giorni, 
una vera e propria anticamera al licenziamento. 
Pochi minuti e la notizia si diffonde nel reparto 
"montaggio", dove viene organizzato un corteo in- 
terno di protesta che attraversa tutti i reparti della 
fabbrica raccogliendo consensi e adesioni. Il cor- 
teo si trasforma poi in un'assemblea accesissima, 
durante la quale i sindacalisti confederali, appog- 
giati da CISNAL e FISMIC, propongono di inter- 


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rompere la protesta e di delegare la risoluzione del 
problema ai contatti con l'azienda che gli stessi 
sindacati avrebbero avviato. Gli operai non ci 
stanno e pretendono il ritiro immediato del prov- 
vedimento punitivo, colgono inoltre l'occasione per 
denunciare i mille e continui episodi di repressione 
subiti in fabbrica. Le proposte dei sindacati ven- 
gono rifiutate e l'assemblea decide di continuare la 
lotta come unico metodo praticabile per la reinte- 
grazione immediata dell'operaio sospeso. Si ri- 
forma il corteo che coinvolgeva anche gli operai 
del secondo turno. La cosa ha successo e, inoltre, 
nel pomeriggio lo S.L.A. (sindacato lavoratori au- 
torganizzati) mette a disposizione di Mario La 
Marca il proprio ufficio legali, impegnandosi anche 
a promuovere su indicazione dell’Assemblea 
nuove iniziative di lotta che tocchino piu' in gene- 
rale le questioni riguardanti la vivibilità' in fabbrica. 

ALCUNE CONSIDERAZIONI GENERALI 

Il 26 giugno e' stata un'importante giornata di lotta 
per un duplice motivo: 

- per l'intensità' e le dimensioni della protesta che 
hanno raggiunto livelli inaccessibili da tempo; 

- perche' ha mostrato con maggiore chiarezza al- 
cune dinamiche che caratterizzano il mondo del 
lavoro e in particolare la fabbrica. 

I) un clima generale di repressione e intimidazione 
che si manifesta in una varietà' di forme che vanno 
dai licenziamenti per esubero, all'arroganza e al 
dispotismo dei dirigenti, fino all'Imposizione di ritmi 
e mansioni alienanti, con il conseguente asservi- 
mento dell'operaio alla macchina. 

II) La progressiva perdita di legittimità' da parte dei 
sindacati ufficiali che sempre piu' mostrano la pro- 
pria funzione di ammortizzatori del conflitto e il ten- 
tativo di istituzionalizzarlo e svuotarlo di senso. 

Ili) Una crescente volontà' operaia di opposizione 
a queste dinamiche che si esprime in proteste 
spontanee e nella sperimentazione di percorsi di 
autorganizzazione, finalizzati a dotare i lavoratori 
di strumenti che realmente facciano i propri 
interessi: difesa del posto di lavoro, riduzione dei 
tempi e dei ritmi, aumenti salariali e il 
miglioramento delle condizioni di vivibilità' 
aH'intemo dei posti di lavoro. 


35. File : CAMDONNE.ASC 


Ciao a tutte! 

Qui a Roma stiamo organizzando un campeggio 
"disimpegnato" per passare insieme una quindi- 
cina di giorni. Purtroppo il periodo scelto copre il 
campeggio di lotta in Sicilia, ma la scelta si e' ba- 
sata sul periodo di ferie comune alla maggioranza 
delle compagne (non per altro!) 

Noi intendevamo ritagliarci un po' di tempo per di- 
scutere, conoscerci e divertirci. Coscienti delle dif- 
ficolta' incontrate dalle compagne nel "creare" un 
incontro di qualche giorno a livello nazionale, con- 
sapevoli della lentezza e della diversità' di crescita 
delle situazioni di donne, del resto "atipiche” nei 
percorsi di liberazione, abbiamo ricercato un 
modo, il piu' spontaneo possibile, per trovarci! Per 
la presenza dei compagni a questo campeggio non 
abbiamo problemi, per altre informazioni faxateci a 
Radio Onda Rossa (e anche per le vostre 
risposte). 

Ci dispiace porvi difronte ad una scelta come 
quella tra un campeggio di lotta ed uno come que- 
sto, ma se non sara' per un'altra volta! A presto! 

Le compagne di Roma 

INFORMAZIONI TECNICHE 
Il campeggio va dall'1 al 15 agosto. Il posto si trova 
tra capo Spulico (Marina di Roseto Capo Spulico) 
e Marina di Amendolara, sulla costa jonica della 
Calabria. 

Per chi si trova piu' vicino all'Adriatico: prendere 
da Bologna l'Adriatica a 14, fino a Taranto, poi 
inserirsi sulla statale jonica verso Cosenza, dopo 
Roseto Capo Spulico c'e' il campeggio sulla 
sinistra. Per chi viene da altre parti: prendere 
l'autostrada A2 Roma/Caserta, a caserta inserirsi 
sull'autostrada A30 Caserta/Salemo, da Salerno 
entrare nell'autostrada A30 Salemo/Reggio 
Calabria ed uscire a Sibari, da Sibari prendere la 
stradale jonica in direzione di Taranto, 25 Km 
dopo, superata Marina di Amendolara sulla destra 
c'e' il campeggio -CAMPING LA VELA-(vicino alla 
Torre Spccata). Lire 7.000 a persona al giorno 
(posto macchina, posto tenda, acqua, esclusa 
luce). Telefono del campeggio 0981/915334 - Lo 
Martire Carla. 


ECN Milano 


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Parto Lambro '92 Contro la destra sotlale Pertorsl di liberazione 


36. File : SENZAPAZ.TXT 


E* NATO ALL’UNIVERSITÀ* IL CENTRO DI DO- 
CUMENTAZIONE "SENZA PAZIENZA- 

SÌ, è proprio lui, il grande Andrea. 

Noi, invece, siamo studenti sempre più impazienti 
rispetto alla realtà che ci circonda. 

Abbiamo deciso di autogestire uno spazio all'in- 
terno del mostro vedere per credere: la sede delle 
facoltà umanistiche, Palazzo Nuovo. 

Vogliamo creare uno spazio di socializzazione che 
renda possibile il confronto di idee ed esperienze 
per la costruzione di un percorso antagonista, che 
promuova una reale comunicazione interattiva e 
orizzontale, all'Interno di un'università sempre più 
alienante, frammentata e fonte di frammentazione, 
fabbrica della cultura - merce e tempio del sapere 
acritico e omologato. Lo studente si forma - o si 
sforma! - producendo direttamente plusvalore. 

E' per modernizzare questi tipi di rapporti produttivi 
che vengono applicate riforme come la Legge Ru- 
berti, con tutto ciò che implica politicamente e so- 
cialmente. 

Aumento progressivo delle tasse d'iscrizione; una 
maggiore selezione su basi sociali e scolastiche ( 
non dimentichiamoci che 3 su 10 studenti che si 
iscrivono arrivano alla laurea ); l'istituzione di diffe- 
renti livelli tra gli studenti tramite logiche sempre 
più meritocratiche e di competizione ( università di 
serie A e serie B - laurea/diploma universitario ); 
progressivo ridimensionamento dei già scarsi ser- 
vizi con il costante aumento del costo dei mezzi di 
trasporto, delle mense, degli affitti delle case - 
quando si trovano- dei libri... 

Così come il rinvigorito autoritarismo , variante uni- 
versitaria delle analoghe, per matrice e scopo, 
ideologie neo-reazionarie che stanno provocando 
tutta la lunga serie di leggi restrittive a livello so- 
ciale. 

Questi sono spunti dell'analisi da cui partiamo per 
proliferare in iniziative e agitazioni politiche, speri- 
mentando ipotesi e mezzi, differenti linguaggi e 
forme espressive, innanzitutto rivolte contro l'apa- 
tia che sembra l'unica forma vivendi dello stu- 
dente-zombies. Ma cercando anche di inserire l'u- 
niversità nel reale contesto socio-politico in cui si 
trova, anello di una ben più lunga catena che tiene 
ben saldi tutti i soggetti sociali al comando del 
capitale. 

Ci arriva persino la posta, quindi per mettervi in 
contatto, inviare/scambiare/ricevere materiale di 


vario genere (dai fumetti alle autoproduzioni musi- 
cali e video ai libri e alle riviste) potete scrìverci, 
mandarci piccioni viaggiatori, venire personal- 
mente o vedete voi. 

L'indirizzo è: Università degli Studi di Torino, 
centro di documentazione "Senza Pazienza" - aula 
studenti di Magistero, Via S.Ottavio 20, Torino. 


37. File : SENZARIS.TXT 


SENZA RISERVE 

In occasione del cinquecentenario della "scoperta- 
conquista-annientamento" delle americhe e delle 
sue genti, in solidarietà con le minoranze e i popoli 
che ancora lottano, con ogni mezzo, per la propria 
autodeterminazione, alcuni "gruppi musicali" del 
circuito delle autodistribuzioni e una parte degli 
stessi autoproduttori, si sono sbattuti per organiz- 
zare un disco benefit su queste tematiche. 

In questa compilazione suonano 12 gruppi prove- 
nienti da varie città italiane, e allegato al disco c'è 
un opuscolo di 48 pagine che contiene, oltre ai te- 
sti e agli statement dei gruppi e degli autoprodut- 
tori, una serie di scritti che speriamo contribui- 
scano ad una visione della situazione degli indiani 
d'America più reale rispetto a quella propinata 
dalla cultura ufficiale e dai media in generale. 

A questo proposito stiamo organizzando vari mo- 
menti di aggregazione-sensibilizzazione (concerti, 
feste, sound system, mostre, ecc.) con lo scopo di 
raccogliere fondi per sostenere più concretamente 
l'American Indian Movement e il Comitato di Libe- 
razione di Léonard Peltier, organizzazioni che 
pensiamo più vicine al nostro modo di essere liber- 
tari e con cui tra l'altro siamo riusciti ad entrare di- 
rettamente in contatto. 

Invitiamo per tanto i Centri Sociali, i Collettivi, i 
singoli e le realtà antagoniste interessate ad or- 
ganizzare questo tipo di iniziative e ci rendiamo 
disponibili a varie collaborazioni, per contatti con i 
gruppi musicali, soundystem, e per materiale in- 
formativo. 

Inoltre esistono già dei centri di raccolta fondi. 
Onde evitare i soliti "malintesi" sul "vii denaro" 
mettiamo anche a disposizione il recapito del 
Comitato di Liberazione di Léonard Peltier: 

L.P.D.C. C/o FRANK DREANER 
43 CHANDLER DR 
ACARBOUGH - ONTARIO -CANADA 


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M1G1Z1 TEL/FAX 0014164391893 

inoltre gradiremmo essere informati su eventuali 

iniziative di solidarietà. Per contatti: 

-PANICO/ Sergio Tostato via S Chiara 8 - 10122 
Torino 

-MISTER X via Baretti 9 - 1 01 25 Torino 

-CNC COMMUNICATIONS ENTERPRISE - c.p. 

203_1 01 00 Torino 

-AMEN-THX 1138 Marchioro via P. Rossi 19/4- 
20161 Milano 

-WHIP via savona 13 - 20100 Milano 
-OFFICINE SCHWARTZ via Promessi Sposi 33 - 
24100 Bergamo 

-E.S.T. De Capitani R. - c.p.524-18100 imperia 
-WAKA WAKA Paolo Perno via Lerici 17 - 25100 
Brescia 

S A L U T !!! 


38. File : FI20630A.TXT 


FIRENZE, 30/6/92 

EDITORIALE DEL NUMERO 5 DI COMUNICA- 
ZIONE ANTAGONISTA 

Questo quinto numero di Comunicazione antago- 
nista esce in una veste ridotta, dettata dalla parti- 
colarità' di essere un numero dedicato alla mobili- 
tazione estiva contro la base USA di Camp Darby 
che ha in programma una serie di iniziative di con- 
troinformazione e di spettacolo ed un campeggio, 
che si terra 1 in località' CALAMBRONE di TIRRE- 
NIA dal 9 al 12 LUGLIO. All'interno del campeggio 
verranno organizzate una serie di iniziative fra cui, 
già' convocata, la MANIFESTAZIONE ALLA BASE 
per SABATO 11 LUGLIO alle ore 15.30 
(concentramento a Tirrenia); un' ASSEMBLEA 
REGIONALE del movimento contro la guerra, con 
partecipazione di delegazioni nazionali, DOME- 
NICA 12 LUGLIO ed altre situazioni fra cui una fe- 
sta nella piazza di Marina di Pisa VENERDÌ' 10 
LUGLIO caratterizzata dsul tema della rivolta di 
Los Angeles e dei fermenti esistenti oggi negli 
Stati Uniti. Proprio la parola d'ordine "SENZA GIU- 
STIZIA NESSUNA PACE" che ha scandito l'insur- 
rezione nera ci sembra l'unico approccio realistico 
con cui guardare questa fine secolo, contraddi- 
stinta dall'ecocidio perpetuato nei confronti della 
biosfera dall'economia delle multinazionali capita- 
listiche che costringe tre quarti deH'umanita' a es- 
sere quotidianamente sull'orlo della morte per 
fame. PER PREPARARE IL CAMPEGGIO E' IN 


PROGRAMMA PER IL GIORNO MERCOLEDÌ' 8 
LUGLIO A PISA, PRESSO LA SALA DELLA 
PROVINCIA in Piazza Vittorio Emanuele, UN'AS- 
SEMBLEA DIBATTITO SUL TEMA 
GLADIO/CAMP DARBY LE RETI DELL'EVER- 
SIONE AMERICANA IN ITALIA 
a cui parteciperanno, fra gli altri: Eugenio Melandri 
(eurodeputato di Rifondazione comunista), Michele 
Gambino (giornalista di "Avvenimenti"), Antonio 
Cipriani (giornalista dell' Unita). Sono stati invitati 
anche Enrico Falqui (eurodeputato Verde) e Lucio 
Manisco (deputato di Rifondazione comunista). 

Le mobilitazioni contro Camp Darby non sono 
nuove nella storia e nella pratica del movimento 
antagonista. Le pagine che seguono dimostrano, 
una volta di piu', il ruolo avuto dalla base nelle 
operazioni della guerra sporca (contro il 
Nicaragua), nella guerra sul Vietnam, nella recente 
tempesta tecnomicida scatenata sull'Iraq. Oltre al 
ruolo di supporto nei crimini di guerra, Camp Darby 
e' stata al centro della strategia della tensione 
scatenata in Italia negli ultimi venticinque-trenta 
anni. Nella base sono state smistate le armi 
destinate a costituire i depositi (NASCO) della 
Gladio ed a rifornire il centro di addestramento di 
Capo Marrargiu. Sono queste cose che noi 
diciamo da anni e che sono ora anche scritte nella 
relazione di Gualtieri alla Commissione stragi di 
cui portiamo alcuni stralci. Come, dalle inchieste 
del giudice Casson, risulta un'altra verità' che 
sosteniamo da anni: all'interno della base sono 
stati addestrati terroristi neofascisti protagonisti 
degli episodi piu' oscuri della storia recente di 
questo paese. Sono tutti motivi che ci portano a 
ritenere doverosa la mobilitazione contro la base e 
ad invitare tutte le forze ed i soggetti che si 
ritengono pacifisti ed antimperialisti a partecipare 
al campeggio. Altri motivi stanno all'interno della 
convocazione, primo fra tutti la volontà' di farla 
finita con la Nato, con gli Usa gendarme di un 
nuovo ordine mondiale preconizzato un anno fa e 
che si sta già' sgretolando (le guerre senza fine 
nell'ex Jugoslavia, in Armenia ne sono una 
criminale rappresentazione) nell'impossibilità' di 
mettere d'accordo i paesi piu' industrializzati sulla 
spartizione di materie prime. Altro elemento e' 
bloccare i progetti di riconversione delle forze 
armate italiane in forze d'intervento rapide prepo- 
ste al ristabilimento dell'ordine politico/economico 
nelle zone di crisi; mentre si bloccano i salari, si 
tagliano i servizi sociali in tutto l'Occidente si con- 
tinua a finanziare la politica del riarmo: la proposta 
di un nuova ondata di mobilitazione contro l'indu- 
stria bellica e le servitù' militari nella nostra re- 
gione e' uno degli elementi che ci porta a ritenere 


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Parto Lambro ' 92 Contro la destra sodale Pertorsl di liberazione 


necessaria un'assemblea regionale. Per quanto 
riguarda il mensile invitiamo tutti a scriverci, od a 
telefonarci al 241881 (055), comunichiamo che alla 
pagina 5192 di Videotel premendo RI 40 si 
possono vedere le notizie ECN e premendo R142 
le notizie dell'Agenzia di comunicazione antagoni- 
sta. La redazione di Comunicazione antagonista si 
riunirà, in forma aperta, ogni primo martedì' del 
mese alle ore 18.00 in via di mezzo 46 ed e' que- 
sta la data entro cui ci devono pervenire contributi 
scritti destinati alla pubblicazione. Per sottoscri- 
vere l'abbonamento, che continuiamo a proporre in 
30 mila lire annue, potete usare il conto corrente 
postale numero 27379502 intestato a Comunica- 
zione antagonista, FATELO ! 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 

Per ulteriori informazioni: 

CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 
Via Di Mezzo, 46 
50121 FIRENZE 
Tel. e fax 055/241881 


39. File : FI20629A.TX0 


29/6/92 FIRENZE 

RINVIATO IL PROCESSO PER L'OCCUPAZIONE 
DI UNO STABILE IN VIA DEL GIGLIO. QUESTO 
IL COMUNICATO DEGLI OCCUPANTI 

Nel febbraio 1990, una quarantina di giovani occu- 
pano un intero palazzo, sito in via del Giglio 8, 
sfitto da anni e abbandonato - tranne uno dei tre 
piani, fino a quattro anni prima sede di un Istituto 
Stenografico- al degrado piu' totale: siringhe, gatti, 
topi e piccioni morti. 

Le molle che spingono questi giovani ad occupare 
sono molteplici: la reale mancanza di abitazione, 
con situazioni al limte del dramma come coabita- 
zioni forzate, stanze senza uso cucina, e la voglia 
di denunciare forte e a testa alta cos'e' diventato il 
mercato della casa a Firenze. 

Un enorme affare per strozzini, speculatori im- 
mobiliari e politici che reggono il sacco. 

I quattro mesi di occupazione, che fra l'altro rice- 
vettero oltre duemila firme di solidarietà' scom- 
parse chissà' come durante lo sgombero, segnano 
un grosso momento di discussione e solidarietà' in 
un quartiere, San Lorenzo, ormai vivo solo fino alle 
otto di sera. 


Gli occupanti di via del Giglio hanno avuto il me- 
rito, per primi, di dire con voce chiara che in que- 
sta citta' si tengono chiuse ad ammuffire migliaia di 
case e di spazi per obbedire ad un crudo e crudele 
gioco di mercato. 

MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA 


40. File : FI20629B.TX0 


Firenze, 29/6/92 

CARCERE: CONTINUANO LE PROTESTE 

Comunicato rilasciato dai rappresentanti dei dete- 
nuti del carcere di Sollicciano: 

"I detenuti rappresentanti la la, 2a, 4a, 5a, 6a, 7a 
sezione del carcere di Sollicciano, preso atto 

- dell'eco ottenuta dalla loro protesta sui mezzi 
d'informazione; 

- del vuoto politico e intellettuale creatosi intorno al 
Ministro Martelli e al suo decreto; 

- del fatto che pochissimi sono disposti a condivi- 
dere la responsabilità' morale dei trenta articoli con 
cui e' stato riscritto il codice di procedura penale; 

- delle varie, autorevoli iniziative assunte in merito 
(due per tutte: eccezione di incostituzionalità' 
avanzata dal presidente del Tribunale di Sorve- 
glianza dott. Margara per due norme centrali del 
decreto e dimissioni di quattro illustri componenti 
della commissione ministeriale per le modifiche al 
nuovo codice di procedura penale; 

- della precisa volontà' dei detenuti di Sollicciano 
di mantenere un atteggiamento responsabile e 
corretto, riservandosi di promuovere altre forme 
pacifiche dì protesta qualora non si prospettasse 
all'orizzonte alcuna accettabile soluzione, inter- 
rompono domenica 21 giugno 1992 alle ore 24 
ogni tipo di manifestazione: sciopero della fame, 
rifiuto del vitto deH'amministrazione e del soprav- 
vitto, astensione del lavoro". 

Lo sciopero prosegue invece in altri penitenziari e 
si estende ad altri, come al carcere di Prato dove 
e' cominciato a meta' della scorsa settimana, su 
numerose rivendicazioni a partire dalle condizioni 
d'invivibilita' dettate dal sovraffollamento. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


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41. File : BIADENE.TXT 


42. File : RIMBORSO.DOC 


CONTRO IL PROIBIZIONISMO E LA LEOQE 
CRAXI-JERVOUNO SULLE DROGHE 
SOLIDARIETÀ' AL DOTTOR BIADENE f 


Al signor Sindaco di Bassano del Grappa, 

e, per conoscenza, all'assessore ai servizi sociali 
cav. Bianchin. 


Oggi Martedì 2 Luglio 1992 si svolge, presso il tri- 
bunale di Venezia, il processo nei confronti del 
dottor Giovanni Biadene accusato pretestuosa- 
mente di somministrazione di farmaci sostitutivi 
dell'eroina. L'obiettivo è quello di criminalizzare 
qualsiasi tipo di terapìa antiproibizionista che af- 
fronti il problema delle tossicodipendenze senza 
prevedere la galera, le comunità-lager e la clande- 
stinità dei tossicodipendenti. 

Da quando la legge Craxi-Jervolino è in vigore 
sono aumentati i morti per eroina, si sono riempite 
le galere di detenuti sieropositivi ed è proliferato il 
mercato nero della droga gestito dal potere ma- 
fioso. 

Di fronte alla colpevole latitanza delle strutture 
pubbliche, ogni esperienza di "assistenza'' alterna- 
tiva di medici di base viene colpita dalla repres- 
sione. 

in realtà l'esperienza del dottor Biadene a 
Venezia, pur con le difficoltà derivate 
dall'isolamento in cui è stato lasciato, ha 
dimostrato che, fornendo dei farmaci sostitutivi che 
almeno lenissero gli effetti più devastanti delle crisi 
di astinenza, era possibile far uscire centinaia di 
giovani tossicodipendenti dalla schiavitù del 
mercato delle droghe. 

Proprio per questo la sua attività dava fastidio 
tanto che contro di lui è stata scatenata una cam- 
pagna bempensante e repressiva che ha portato 
prima alla chiusura del suo studio a Venezia ed 
ora a questo processo. 

Come Centro Sociale Autogestito Morion rifiutiamo 
la logica aberrante e repressiva del proibizionismo 
e riaffermiamo la giustezza delle nostre lotte contro 
la legge Craxi e la solidarietà a tutte le esperienze 
antiproibizioniste. 

2/7/1992 Venezia 

Centro Sociale Autogestito Morion 

cipcastello2951 


Con la presente le comunichiamo che a seguito 
dello sgombero della fabbrica Metalpredil, occu- 
pata da una quarantina di immigrati, avvenuto in 
data 27-4- 92, codesto Centro Sociale, a seguito 
degli accordi stabiliti tra il presidente dell' Unione 
Inquilini Cesare Ottolini e le autorità' cap. Gracci, 
dott. Pensa, ass. Bianchin, ha sopperito alle spese 
per l'alloggio e il vitto dei succitati 40 immigrati per 
il periodo di gg.7. Per i successivi 7gg. hanno al- 
logato a! Centro Sociale 15 di loro. 

Riteniamo che una cifra giornaliera adeguata sia 
da stabilisrsi in L. 5000 a persona , riferendoci alle 
tariffe dei centri d'accoglienza. 

Pertanto la cifra totale per l'intervento prestato dal 
Centro Sociale viene quantificata in L. 2.125.000 ( 
L. 5000 X 40 persone X 7 gg., L. 5000 X 15 per- 
sone X 7 gg). 

Potete quindi inviare il rimborso spese diretta- 
mente a questo indirizzo: 

C.S.O. Stella Rossa 
Viale XI Febbraio 15 
Citta' 

Certi di una risposta immediata alla richiesta ( pe- 
raltro minima ) avanzata da questo Centro Sociale, 
inviamo nell'attesa distinti saluti. 

C.S.O. STELLA ROSSA 


43. File : BSCARC01.TXT 


C'E' UNA PASSIONE CHE E' PIU' FORTE DI 
QUEI MURI E DI QUELLE SBARRE ... 

Appello per una iniziativa di solidarietà' con i dete- 
nuti in lotta 

Da lunedi' 22 giugno, come in molte altre carceri 
italiane, i detenuti della Casa circondariale di Can- 
ton Mombello sono in lotta contro l'infame Decreto 
Legge Scotti Martelli. Si tratta di un provvedimento 
liberticida di stampo emergenziale che, masche- 
rato da iniziativa "antimafia", costituisce un ulte- 
riore attacco ai diritti e alle liberta' di tutti. Questo 
Decreto, che deve essere ratificato dai Parlamento 
entro l'8 agosto, prevede, tra le altre cose, la can- 
cellazione di ogni minima garanzia prevista per 
l'imputato dal nuovo Codice di procedura penale, 


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Parto tambro '92 Contro la destra sodale Pertorsl di liberazione 


l'allargamento abnorme dei poteri di polizia ed ul- 
teriori restrizioni nella concessione delle pene al- 
ternative al carcere previste dalla Legge Gozzini. 
Questo Decreto non e' altro che un nuovo passo 
avanti nel processo di carcerizzazione di compor- 
tamenti "devianti" nella società', che si traduce in 
un ulteriore imbarbarimento di quella barbarie che 
la galera già' costituisce di per se stessa. 

Canton Mombello e' uno specchio fedele di questa 
situazione. E' una fetta di questa citta' ghettizzata 
e costretta al silenzio in cui, nel febbraio 1992 i 
detenuti erano 310. Oggi, in una struttura che cin- 
que mesi fa era gia'sovraffollata, i detenuti sono 
370. Di questi 170 sono tossicodipendenti. E una 
sessantina sono Hiv positivi a diversi stadi della 
malattia. L'assistenza sanitaria e' ovviamente in- 
sufficiente, perche' la condizione di detenzione e' 
incompatibile con la malattia. 

Questa situazione (a livello nazionale nell'ultimo 
anno il numero dei detenuti e' aumentato del 35%) 
e' il risultato di due anni di applicazione della fami- 
gerata Legge Craxi sulle droghe che colpisce 
scelte e comportamenti individuali e delle limita- 
zioni che già' un anno e mezzo fa hanno iniziato a 
condizionare l'applicazione della Legge Gozzini. 

Di fronte a ciò' diventa indispensabile costruire 
momenti di comunicazione e lotta che coinvolgano 
interno ed esterno del carcere: il nostro orizzonte 
e' quello di una società' senza galere, senza sfrut- 
tati e sfruttatori, il nostro obbiettivo e' costruire qui 
e subito battaglie per aprire spazi di liberta', per il 
diritto alla salute, per strappare il maggior numero 
possibile di donne e uomini all'inferno del carcere. 
Dopo la prima iniziativa di venerdì' 26 giugno, che 
ha trovato una grossa risposta all'Interno del car- 
cere, vogliamo arrivare ad un nuovo momento di 
solidarietà', comunicazione, lotta sotto le mura di 
Canton Mombello con un PRESIDIO CONCERTO 
VENERDÌ' 10 LUGLIO a partire dalle ore 19. 
All'iniziativa hanno già' assicurato la loro parteci- 
pazione i 99 POSSE, gruppo rap da Napoli, lan- 
ciamo l'appello alla preparazione e alla partecipa- 
zione a tutte le realta' sociali, politiche e musicali 
bresciane e non. 

INSIEME Al DETENUTI IN LOTTA PER UNA BAT- 
TAGLIA PER LA LIBERTA' DI TUTTI ... ancora 
una volta DENTRO E FUORI SIAMO TUTTI COIN- 
VOLTI. 

Sottoscrivono questo appello: le/i compagne/i che 
c'erano il 26/6/92, il collettivo di redazione di Radio 
Onda d'Urto, le/i compagne/i del Centro Sociale, 
Comitato studentesco di base, Fuori dalla Legge, 
Waka Waka, C02 

Per informazioni e adesioni: RADIO ONDA 

D'URTO 106.5 FM tei. 030/46596 


44. File: CARCLET1.TXT 


LETTERA ARRIVATA A RADIO ONDA D'URTO 
IL 2/7/92 DA ALCUNI DETENUTI DEL CARCERE 
DI CANTON MOMBELLO (BRESCIA) 

Brescia, 26/06/92 

Cari compagni di Radio Onda D'Urto, abbiamo ap- 
pena finito di urlare al cielo le nostre grida e ululati 
di approvazione per la vostra manifestazione di 
sostegno alla nostra, qui a Canton Monbello extra 
muros. Sinceramente qui cominciava a serpeg- 
giare un certo scoramento per il silenzio che cir- 
condava la nostra iniziativa e il timore era che pas- 
sasse inosservata, mentre ci sembrava logico, 
giusto, aspettarsi un aiuto, a livello divulgativo al- 
meno, da parte vostra che non fosse la sola diffu- 
sione del nostro comunicato nei radiogiomali. Fi- 
nalmente poi e' arrivata in frequenza la notizia di 
quanto stavate organizzando e possiamo assicu- 
rarvi che ci ha ridato nuova forza, nuova voglia di 
lottare, oltre che risollevarci moralmente non sen- 
tendoci piu'reclusi e abbandonati in una lotta che 
riteniamo una delle piu' motivate contro quelle si- 
stematiche svolte a destra che cronometricamente 
ci arrivano da parte delle istituzioni. Riteniamo in- 
fatti fondamentale riuscire a sensibilizzare quella 
parte dell'opinione pubblica che si ritiene, errone- 
amente, non toccata dalla follia (lucidai) del de- 
creto Martelli-Scotti, quei giovani, specialmente, 
che si barcamenano nel limbo delle discoteche 
senza rendersi conto della gravita' che 
rappresenta un cetriolo che gira per aria, che si 
preoccupano solo di tirasi su le mutande di ghisa (i 
jeans firmati) per evitare che i cetrioli si infilino 
dove ben sanno, e che non capiscono che e' 
meglio tirare giu' quei cetrioli che volano e che 
l'unica cosa da fare e' lottare, ognuno con i propri 
mezzi, prima che il sistema ci fotta. 

Abbiamo avuto la felice conferma che anche per 
voi e' molto importante creare collegamenti, 
scambiare notizie, creare quei ponti, insomma, che 
ci permettano di essere sempre a conoscenza di 
quanto ci succede intorno (...). Sarebbe molto 
bello, tramite voi che siete seguitissimi, poter aver 
notizie da Roma e dagli altri gruppi e radio, che qui 
ci arrivano col contagocce (...). 

Vi alleghiamo il comunicato che abbiamo conse- 
gnato al Presidente della Camera Penale di Bre- 
scia, l'aw. Claudio Barbieri, dopo l'incontro avve- 
nuto con lui e con il Direttore del Tribunale di Sor- 
veglianza Dott. Zappa avvenuto il 24/6/92, in se- 
guito al quale abbiamo deciso di interrompere 


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questa sera lo sciopero della fame, pronti a rico- 
minciare dopo notizie che ci fornirà' l'aw. stesso 
(speriamo) ed in concomitanza con altre realta' 
carcerarie (...). Ci stiamo organizzando per soste- 
nervi economicamente anche noi, a risentirci in 
frequenza ciao a tutti. 


COMUNICATO DEL 26/7/92 DEI DETENUTI DEL 
CARCERE DI BRESCIA 

Premettiamo, a scanso di equivoci, che il presente 
documento e' la risultante di approfondite discus- 
sioni intercorse tra i detenuti all’intemo della strut- 
tura carceraria e non e' l'analisi elaborata da un 
singolo individuo, e senza tema di ripetitività' riaf- 
fermiamo, in modo che risulti inequivocabile, che 
non esistono capirivolta od organizzatori che si er- 
gono a promotori della protesta anche perche' ri- 
gettiamo tassativamente le falsi dichiarazioni del 
Direttore delle Carceri Italiane, Nicolo' Amato il 
quale in una apparizione alla TV ebbe ad affer- 
mare che a spingere e promuovere la contesta- 
zione ci sono organizzazioni mafiose o altre confi- 
gurazioni associative. Non ci presteremo a stru- 
mentalizzazioni di qualsiasi tipo e natura perche' 
vogliamo tenere in alta considerazioni la liberta' di 
pensiero e di espressione. Lo sciopero della fame 
ad oltranza, iniziato in questo carcere il 22/6/92, 
ha motivazioni che affondano le proprie radici 
nell'avversione totale al decreto Martelli-Scotti per 
la sua abberrante visioni in termini di politica 
giudiziaria, il quale stravolge il codice di procedura 
penale manifestandosi come un decreto liberticida, 
antidemocratico e anticostituzionale, andando ad 
incidere su tutti i tipi di processo a prescindere 
dalla natura del reato, colpendo 
indiscriminatamente qualunque cittadino e non 
solo i detenuti già’ inquisiti o condannati per 
determinati reati. Non risulta difficile far credere 
all'opinione pubblica, confusa, frastornata e ignara 
che con un simile decreto si assicuri la certezza 
del diritto, che nessuno in questo momento può' 
garantire, vista anche l'instabile situazione politica 
italiana da cui questo decreto e' stato abortito. 
Consideriamo che la lotta alla criminalità', già' ca- 
vallo di battaglia di una determinata classe politica 
ormai arrivata al capolinea, sia l'alibi e la giustifi- 
cazione, nel tentativo maldestro di recuperare 
credibilità’ e consenso sociale, per l’emanazione di 
un siffatto decreto maturato sull'onda emotiva ge- 
nerata da una strage eccellente, e che, se real- 
mente attuato, funzionerebbe da apripista per un 
moderno stato autoritario nel quale gli apparati di 
polizia, cosi caricati di potere e legittimati, potreb- 


bero sfuggire ad ogni controllo, come ci ricordano i 
precedenti storici che l'Italia civile e democratica 
rinnega totalmente. Non siamo disposti ad accet- 
tare ulteriori criminalizzazioni e responsabilità', e 
quindi pagare, per i fallimenti di una classe politica 
demagoga, corrotta, eleptocratica (tengentopoli 
docet ). Pertanto l'innesco della nuova stategia 
della tensione, messa in atto ormai da piu' di un 
anno, questa volta non passera' e non deve pas- 
sare perche' vogliamo mantenerci lo Stato di Di- 
ritto, a fatica conquistato e per cui ci battiamo e ci 
batteremo strenuamente, dove sono garantire le, 
pur minime, liberta' individuali sancita dalla Costi- 
tuzione Italiana. 


45. File : A5DROGA.TXT 


LETTERA APERTA DEI "TOSSICI" ALLA CITTA- 
DINANZA 

Siamo tossicodipendenti veronesi in cura ai pa- 
lazzo della sanità. 

Siamo consapevli di condurre un'esistenza preca- 
ria e conosciamo le difficoltà di uscire dalla logica 
della droga per avere tentato più volte di farlo. 

Ogni tanto pensiamo di riprovarci, di ritentare; poi 
rinunciamo; troppo grandi ci paiono le difficoltà da 
superare e siamo troppo soli per poterci riuscire. 
L'ostilità del mondo esterno verso i tossici, l'in- 
sensibilità dell'amministrazione comunale che non 
ci mette in grado di affrontare e superare quei 
problemi materiali che forse ci aiuterebbero ad 
avere un po' di fiducia in noi stessi, la distrazione 
delle forze politiche (a volte troppa) dal nostro 
dramma, che è poi una vera e propria emergenza 
sociale, ci sembrano ostacoli insormontabili. 

Questa volta abbiamo pensato di parlare in pub- 
blica assemblea, in prima persona, dei nostri pro- 
blemi. Per noi non è stato facile, è stata anzi una 
violenza: siamo troppo abituati a nasconderci, a 
risolvere da soli, in qualche modo, i nostri pro- 
blemi; a difenderci da chi ci vorrebbe morti o in 
galera e fa le guerre sante contro il metadone, da 
chi ha approvato ed applaudito quella nuova legge 
sulla droga che punisce in modo assurdo, riempie 
le carceri e peggiora la situazione. 

E' un grido di aiuto che rivolgiamo ai cittadini vero- 
nesi, alle forze politiche e sociali, a tutte le per- 
sone impegnate nella battaglia contro la droga e la 
mafia che essa alimenta. 

Vi chiediamo di partecipare a questa assemblea e 
di discutere con noi di droga, di spaccio, di AIDS, 
di sanità, della realtà veronese, di leggi e di espe- 


ECN Milano 


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Parto Lambro '92 Contro la destra sodale Pertorsl di liberazione 


rienze italiane ed europee, per cercare insieme di 
costruire a Verona qualcosa di utile e concreto. 

Ci auguriamo che la città di Verona risponda a 
questo nostro appello. 

COORDINAMENTO UTENTI PALAZZO DELLA 
SANITÀ 

All'Iniziativa hanno già assicurato la partecipa- 
zione, manifestando un positivo interesse, il PDS, 
il coordinamento cittadino di Rifondazione Comu- 
nista, i verdi, la Rete, gli anarchici del collettivo 
"Pecora Nera", il partito radicale, il CORA, opera- 
tori ed avvocati alle prese con il problema droga. 

Verona 27 giugno 1992 

MORTI PER OVERDOSE 
MORTI DI AIDS 
MORTI DI MAFIA 

LA LEGGE SULLA DROGA RIEMPIE LE GALERE 
E' INUTILE E DANNOSA 

I tossicodipendenti di Verona propongono a tutti i 
cittadini, agli operatori, alle forze sociali e 
politiche, di trovarsi in una pubblica assemblea per 
discutere dela drammatica realtà veronese. 

MARTEDÌ 7 LUGLIO ore 20,45 
VERONA - SALA GOETHE 
biblioteca comunale - via Cappello 

COORDINAMENTO UTENTI PALAZZO DELLA 
SANITÀ 


46. File : PL92-S-G.ASC 


Archiv Fur Zeitgoschichton Francoforte 25 giu- 
gno 92 

PARCO LAMBRO 92 

COMMISSIONE SUGLI SCIOPERI NELLA PRI- 
MAVERA NELLA GERMANIA 

II primo testo é quello in inglese :"Background to a 
simulated strike " Preso dalla "Wildcat" No 59 
Lo stesso testo essiste anche in tedesco. 

Poi nella "Bancarotta" No 36 c'e un articolo: 
"Sciopero: la prima volta dei bancari tedeschi" 


47. File : SCIOPERO.DOC 


LOTTA DI CLASSE! 

Nel corso degli anni che sono seguiti alla più 
grande dimostrazione di forza deH'imperialismo dai 
tempi della guerra del Vietnam, le forze imperiali- 
ste stanno affrontando la forza piu' mortalmente 
silenziosa, ignorata e scossa dalla crisi: la classe 
operaia. 

Le forze del capitalismo sono in debito come mai 
prima d'ora, e la classe lavoratrice è riluttante a 
pagare. Al contrario, la crisi dell' impiego ha rag- 
giunto il Giappone. Negli Stati Uniti sono riapparsi 
gli espropri proletari, in Germania si sta verificando 
il più grande sciopero sindacale da vent'anni a 
questa parte. 

Le strutture dell'establishment politico sono in 
profonda crisi ovunque. Il capitalismo di stato dei 
paesi dell’est è crollato per primo, ma la 
"democrazia parlamentare" non si trova in migliori 
condizioni. La popolazione non ripone assoluta- 
mente più fiducia nei "boss" dei sindacati, dei par- 
titi politici e dei governi. Contemporaneamente, 
ogni tentativo di vertenza salariale o simili tentativi 
di misure di "democratizzazione", sembrano es- 
sere sul punto di andare fuori corso. 

"Dopo 1 1 giorni di sciopero, i nostri membri hanno 
pensato di poter ottenere qualsiasi cosa voles- 
sero." (Wulf-Mathies). 

Sembra che la classe operaia tedesca abbia supe- 
rato lo "shock della riunificazione”. Il nemico co- 
mune è ormai palese, la gente sta imparando l'uno 
dall'altro. Si sono verificati i primi scioperi di soli- 
darietà. La "comprensione estesa" per lo sciopero 
della OTV dimostra che la classe operaia ha preso 
coscienza, che non si tratta più di una questione di 
"tute blu" contro "colletti bianchi", i dattilografi 
odiano ogni attimo del loro lavoro tanto quanto gli 
operai della catena di montaggio, e gli addetti alle 
pulizie hanno visto i bancari scioperare. 
Contemporaneamente, i giovani stanno ricomin- 
ciando a muoversi. La capacità del capitalismo di 
integrare ha raggiunto il suo limite nel momento 
apparentemente più alto del suo trionfo storico (la 
vittoria sulla rivoluzione d‘ ottobre). Il "modello te- 
desco" attinse la sua stabilità dall'abilità di assor- 
bire le tensioni di classe e la pressione dei movi- 
menti sociali tramite le riforme. Oggigiorno ciò è 
possibile solo finanziariamente, a "livello europeo". 
L'unificazione d'Europa sta assumendo dei risvolti 
imprevisti. Ma noi non crediamo in una teoria di 
"autodistruzione" del capitalismo. Il capitalismo 
non potrà essere che sconfitto, se emergerà una 
forza rivoluzionaria che sia forte a sufficienza per 


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sviluppare le sue proprie utopie, nuove forme di 
comunicazione interpersonale e un nuovo rapporto 
con la natura. A causa di tutto ciò che la classe 
operaia ha rifiutato in anni recenti (nazionalismo, 
autosfruttamento e la serie di scioperi sindacali), il 
capitale è stato gettato nella crisi, ora la questione 
dev'essere considerata da un'altra direzione, 
quella della rivoluzione. 

I rivoltosi statunitensi hanno dimostrato di posse- 
dere grande amore per la vita e significato sociale. 
Hanno risposto colpo su colpo alla meda razzista 
ed all'economia della droga nei ghetti. Questo 
chiaro "NO" al capitalismo, scaturito in uno dei 
suoi centri più importanti, ha avuto risonanza 
mondiale. E' forse l'inizio di una nuova fase di lotta 
della classe operaia, come fu la rivolta di Watts del 
' 65 ? 

Lo stato può tentare di risolvere la sua crisi finan- 
ziaria soltanto scaricando i costi sulle spalle della 
classe operaia: ulteriori tasse ed aumenti dei costi 
sono previsti a breve termine. Quali saranno le 
forme della resistenza contro di essi? Rivolta con- 
tro la Poll-Tax in Germania? la "rivolta per il pane" 
come a Gennaio in Italia? Vedremo! 

Forse, quando questo numero sarà uscito, la mic- 
cia sarà stata accesa nelle fabbriche meccaniche. 
La IG Metal I sta subendo la stessa pressione della 
OTV, ma ha comunque una composizione chiara- 
mente più militante... 

In ogni caso, i pesanti anni ottanta sono passati. E 
se ci saranno scioperi nell'editoria e nelle industrie 
metalmeccaniche, cosi poco, dopo i movimenti di 
sciopero nel settore bancario e nei servizi pubblici, 
molte nuove vertenze potrebbero sorgere quest'e- 
state molto velocemente ed in forma pratica. 

Sono crollati molti miti riguardo la sinistra, cosi 
come è stato dimostrato dalle dichiarazioni di 
scioglimento delle Cellule Rivoluzionarie. Ciò potrà 
far scaturire molte discussioni o potrà spingere 
sempre più persone ad analizzare cosa accade 
attorno a noi. 

Ne varrà la pena! 


LO SCIOPERO COME SPETTACOLO 

Mai, prima della vertenza salariale della OTV agli 
inizi di maggio, uno sciopero è stato un evento "da 
media". 

Con questi mezzi è stata presentata un'immagine 
di sconvolgimento della vita pubblica: stazioni 
della metropolitana deserte, posta mai conse- 
gnata, aeroporti bloccati. 

Chiunque abbia tentato di osservare più attenta- 
mente o di parlare con gli scioperanti, ha subito 
scoperto che i veri soggetti dello sciopero, i lavora- 
tori, erano perlopiù assenti dallo sciopero. I media 


hanno caratterizzato l'evento nella stessa maniera: 
"Sciopero: una donna contro il cancelliere." titolava 
lo Stern; 'Tutto è fermo a causa della potente vo- 
lontà di Monika" scherzava un reporter radiofonico. 
Noi non vogliamo presentare un’immagine falsa- 
mente unitaria dello sciopero. 

In alcune aree e città c'è stata un'attiva partecipa- 
zione allo sciopero, azioni sovversive da parte 
della popolazione, per la quale l'idea di uno scio- 
pero sindacale era banale. In molti posti di lavoro 
parlare di sciopero è ridiventata una cosa normale. 
Molte esperienze -specialmente in settori in cui lo 
sciopero non era una pratica diffusa, come ad 
esempio nel settore bancario- hanno favorito un 
nuovo entusiasmo nello sciopero. Ma sembra che 
qui ci fosse ben poca attività di base. Forse ciò è 
successo laddove gli scioperanti venivano vessati 
dai datori di lavoro e c'era bisogno di molto di più 
che non la mera esecuzione dì istruzioni ordinata 
dai funzionari del sindacato. In queste circostanze, 
lo sciopero condusse ad un'esperienza di supera- 
mento delle norme. Gli scioperanti ricevettero la 
comprensione della popolazione e dei lavoratori, 
anche se per alcuni ciò si rivelò essere una circo- 
stanza totalmente inattesa. Non era solamente il 
loro sciopero. Come si desume dalle relazioni di 
alcuni lavoratori a riguardo delle modalità dello 
sciopero, queste erano nella maggior parte dei 
casi le stesse: venivano accolti all'entrata del po- 
sto di lavoro dai rappresentanti sindacali (che loro 
spesso non conoscevano), che comunicavano loro 
che ci sarebbe stato uno sciopero quel giorno. I 
lavoratori dovevano recarsi poi all'ufficio sindacale 
o in piazza, per firmare per la loro paga per lo 
sciopero. Poi, potevamo o dovevamo andare a 
casa. Perciò i lavoratori stessi avevano poca riso- 
nanza nel pubblico. Se ci sono incontri, allora que- 
sti sono conferenze stampa organizzante dal sin- 
dacato per foto stilizzate o per servizi fotografici 
pilotati, per i quali gli scioperanti venivano indottri- 
nati come per un normale incontro di "staff". "Farei 
qualsiasi cosa per la paga dello, sciopero" disse 
un partecipante, è, come avere un altro capo per 
alcuni giorni, il sindacato." un altro commento. 
C'era raramente contatto tra gli scioperanti e la 
gente, anche quando gli scioperi si svolgevano in 
settori che operano a contatto con la gente. In- 
vece, leggiamo sui giornali della mattina soltanto 
avvisi apologetici, assolutamente non informativi. 
Questa situazione grottesca si è cosi dilatata che i 
lavoratori leggono sul giornale che ci sarà uno 
sciopero sul loro posto di lavoro, ci si recano come 
indicato e, a causa dei problemi organizzativi dello 
sciopero, lavorano nonostante tutto. 


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Parto Lambro ' 92 Contro la destra sotlale Pertorsl di liberazione 


SCIOPERO CHE NON DANNEGGIA L'ECONO- 
MIA 

Il piano di sciopero della OTV avrebbe dovuto 
bloccare settori chiave dei servizi pubblici, come i 
mezzi di trasporto, la raccolta dei rifiuti urbani, gli 
aeroporti, senza dover rischiare la partecipazione 
attiva e di massa dei lavoratori. Così, per esempio, 
gli aeroporti sono stati penalizzati da uno sciopero 
degli addetti alla sicurezza aeroportuali, le scuole 
sono rimaste chiuse perché i bidelli erano in scio- 
pero e non hanno aperto le condutture dell'acqua. 
Inoltre, la nettezza urbana e i mezzi di trasporto 
sono tradizionalmente settori fortemente sindaca- 
lista, dove lo sciopero può essere portato avanti. 
Così come questi, anche nuovi settori sono entrati 
in sciopero, settori in cui lo sciopero non aveva 
avuto finora storia. C'era comunque il problema 
per il sindacato, di settori che negli ultimi anni 
hanno agito autonomamente (ospedali, parte della 
scuola). 

D'altro canto, l'OTV assicurava, il minor danno 
possibile era stato fatto, il che significa non dan- 
neggiare la vita economica. Nel servizio postale, 
per esempio, la posta d'affari veniva consegnata 
per prima. Un blocco del traffico del trasporto 
merci ferroviario, del servizio di distribuzione del- 
l'energia elettrica o delle telecomunicazioni 
avrebbe potuto penalizzare ampie parti del l'indu- 
stria manifatturiera, ma così non è stato. 


LO SCIOPERO SENZA I LAVORATORI 

In questo sciopero, i lavoratori non hanno la mi- 
sura del loro potere, non c'è l'inizio della capacità 
di organizzazione e agire autonomamente. 
"Organizzazione"- questa è l’istituzione OTV, che, 
attraverso il voto degli scioperanti ha ottenuto solo 
la legittimazione, il permesso di scioperare, ma 
che, come sempre decide da sola se lo sciopero 
verrà fatto o no. Secondo il loro statuto, il voto non 
obbliga i comitati esecutivi sindacali a non far 
niente, un voto per lo sciopero non significa che ci 
sarà davvero uno sciopero. E la forza-lavoro non 
ha il diritto di decidere da sola se scioperare o 
meno. Questo è il democratico "diritto allo scio- 
pero" tedesco, che viene ora sbandierato come un 
ideale appartenente a tutta l'Europa. 

L'OTV sapeva sin dall'Inizio che lo sciopero com- 
porta dei rischi di per se stesso, che causa aspet- 
tative e rimescola le emozioni, che il sindacato può 
forse non essere più in grado di controllare. Ma in 
questo sciopero il sindacato era ancora in grado di 
controllarle, anche se in alcune città e dipartimenti 
il lavoro non era stato ripreso così velocemente 
come raccomandato. Il risultato del voto - 56% 


contro faccettare l'aumento salariale del 5.4% - 
conferma quest'analisi. Se lo sciopero fosse 
realmente appartenuto ai lavoratori stessi, allora il 
sindacato non sarebbe stato in grado di sopraffare 
il voto in maniera così sfacciata. Ciò dimostra, 
come con lo sciopero delle acciaierie, che peraltro 
non è mai iniziato, l'alienazione di questi scioperi 
dai lavoratori stessi, il comportamento dei capi del 
sindacato causa diffuso malcontento, ma nulla 
viene fatto perchè i lavoratori possano riprendere il 
controllo degli scioperi nelle loro mani. 


SCIOPERO: UN FENOMENO NATURALE 

La faccia pubblica delle città è cambiata a causa 
dello sciopero dei mezzi pubblici. Si poteva vedere 
uno sciopero che difficilmente poteva essere con- 
siderato come un movimento dei lavoratori. Lo 
sciopero sembrava più che altro un fenomeno na- 
turale del quale nessuno poteva essere ritenuto 
responsabile. Ciò non era solo dovuto all'assenza 
in piazza di lavoratori militanti. Oltre a ciò, c'era la 
sensazione giusta e corretta, che questo sciopero 
fosse solo una parte di una crisi economico-poli- 
tica complessiva, che si è presentata durante gli 
ultimi quattro anni. Questa crisi è stata descritta 
dai media sin dall'inizio dell'anno soprattutto come 
una questione di "chi pagherà per la riunifica- 
zìone?". La stampa ci ha raccontato che questo 
sciopero è, più che altro una questione di 25 DM 
più o meno, ma tutti sanno che questa è solo la 
causa superficiale. Grandi numeri di persone capi- 
scono che la questione reale è "chi deve tirare 
avanti la baracca" finanziariamente, quanto la 
gente comune deve sacrificarsi , e associa allo 
sciopero la speranza di essere in grado di combat- 
tere questo saccheggio. Ma io sciopero come uno 
spettacolo dovrebbe avere provocato il contrario: 
la dimostrazione che non c'è più nulla da condivi- 
dere, che da ora in poi bisogna iniziare a rispar- 
miare e inoltre che lottare non ha più alcun senso. 
(...) Forse soprattutto per questo motivo, era ne- 
cessario uno sciopero insolitamente lungo per il 
servizio pubblico, anche se ciò comporta il pericolo 
per i sindacati di perdere controllo. 


CRISI DI GOVERNO E WELFARE STATE 

Proprio questo rende lo sciopero importante per il 
sindacato. Dopo la fine dello sciopero del servizio 
pubblico un portavoce governativo ha spiegato 
che, con il rifiuto delle proposte di compromesso, 
hanno consapevolmente rischiato lo sciopero, così 
da rendere ben chiaro che non ci sono più soldi. 
Questa crisi è vista chiaramente tramite dati eco- 


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nomici fondamentali: dopo la riunificazione il go- 
verno ha promesso che nella germania unita tutti 
sarebbero stati meglio - ovviamente il governo 
tenne conto a quei tempi dei limiti del sentimento 
nazionale - e ha tentato di supportare questa 
teoria con guadagni materiali. 

Fino ad ora la costruzione di una più grande eco- 
nomia tedesca, cosi strombazzata in un'orgia di 
sentimento nazionale non è cominciata, piuttosto il 
welfare state è rimasto intatto: da una istituzione 
capitalista, intesa a garantire pace sociale e la ca- 
pacità di lavorare, fino a divenire una grande mac- 
china di mantenimento e di ridistribuzione. I nuovi 
schemi legali, come il lavoro a tempo determinato 
di uno o due anni, prepensionamento a 55 anni, 
molti progetti di creazione di lavoro auto-ammini- 
strato (ABM), non sono stati fatti per riunire un'in- 
tera classe lavoratrice, spezzata recentemente dal 
capitalismo ad economia pianificata, al lavoro pro- 
duttivo salariato. Dopo la vittoria elettorale di Kohl 
si è visto chiaramente come si ritenesse che la 
classe operaia occidentale mettesse la sua 
"prontezza lavorativa" al servizio di questo pro- 
getto. Una classe operaia, che ha riportato le sue 
rivendicazioni nei confronti delle dichiarazioni del 
cancelliere riguardanti il suo vantato "più lungo 
boom nella storia del dopoguerra". Ci sono delle 
ragioni che spiegano come mai sia così difficile per 
le autorità politiche fare suggerimenti, che possano 
essere messi in pratica - ricordatevi di tutto lo 
sproloquio riguardante l'estensione delle ore 
lavorative settimanali, l'irrigidimento delle rego- 
lamentazioni della cassa-malattia (Karenztage), 
tagli nelle paghe ministeriali, etc.- che colpiscono 
più in profondità che non una debacle puramente 
finanziaria. Tutte le istituzioni di questa società ed 
il loro ruolo da mediatori sono cadute in crisi. Le 
difficoltà divennero ovvie quando contemporanea- 
mente all'inizio dello sciopero nel settore pubblico 
si sommarono le dimissioni di Genscher, che por- 
tarono ad una crisi dei partiti governativi. La nuova 
pressione mirata ad ottenere dei cambiamenti, che 
ha trovato il suo simbolo nella fine delle dittature 
capitalista di stato, non si ferma dinanzi alle istitu- 
zioni occidentali di una dittatura statale del capi- 
tale. (...) Le argomentazioni che per anni hanno 
legittimato la superiorità morale deH"'occidente li- 
bero" nei confronti dei paesi dell'est, non esiste 
più, e, a causa di ciò, come degli attenti osserva- 
tori conservatori hanno per un certo periodo pre- 
detto e avvisato, che l'intero sistema democratico 
potrebbe cadere in crisi. 

Il carattere oppressivo e violento della struttura 
sociale occidentale, può essere adesso osservato 
chiaramente. (...) 


QUATTRO ANNI DI NUOVA PRESSIONE DI 
CLASSE 

Grosse, minacciose nuvole si stavano addensando 
durante l'autunno del 1989. I padroni predicevano 
"Cattive prospettive per i salari del 1990", le più 
grandi industrie avevano già cercato di auto-tute- 
larsi con pagamenti aggiuntivi in previsione delle 
minacciate richieste di salari straordinari. La pre- 
messa relativa era l'aggiustamento salariale con- 
cordato del 1987 nell'industria metalmeccanica, 
con un termine di tre anni, che era stato garantito 
ai lavoratori , minando i salari reali- la politica sin- 
dacale dei tagli nelle ore lavorative ha reso tutto 
ciò possibile. Se si dovesse credere alle cifre uffi- 
ciali, il livello reale dei salari si è sviluppato come 
segue: nel 1 986 c'è stato per la prima volta dopo 
gli anni della crisi economica un altro aumento, del 
4,1%, poi uno dell'1, 9% nell'1987 e del 2% nel 
1988. Nell’anno seguente i salari reali diminuirono 
dello 0,8%, nel 1990 aumentarono del 4,8% e nel 
1991 diminuirono dello 0,4%. 

Questo sviluppo nei salari reali corre parallelo alla 
situazione politica. Nel 1990, la crescita salariale 
era necessaria, lo stesso sindacato ha tentato di 
rimuovere il noioso soggetto dei "tagli all'orario di 
lavoro", ma ha preso in considerazione d'altro 
canto le conseguenze della riunificazione tedesca 
-che divenne reale a causa di eventi storici come il 
crollo del socialismo e la guerra del golfo. All'inizio 
del 1990, nel n°49 di Wildcat, discutemmo detta- 
gliatamente la nuova pressione dei salari, e pro- 
ponemmo idee su come e se si sarebbero potute 
sviluppare la crescente "battaglia per i soldi". Poi 
scrivemmo: "In questo senso, ci sono possibilità 
nelle prossime vertenze salariali per la lotta di 
classe, ma solo se i lavoratori svilupperanno le 
loro organizzazioni ed il loro potere." 

L'ondata attuale di scioperi è un esempio di come 
tutto questo possa essere stato prevenuto sinora. 
Le concessioni nella politica salariale sono ad ogni 
modo necessarie- perlomeno a causa della situa- 
zione nel mercato del lavoro: in molti settori mal- 
pagati, è difficile procurarsi lavoro. 

Per i lavoratori specializzati, un lavoro nei servizi 
pubblici non è interessante, a causa del salario 
che è miserabile, paragonato a quello dell'indu- 
stria. Ma la speranza che la potenzialità del mer- 
cato della germania orientale avrebbe colmato 
quel divario non si è avverata su scala sufficiente. 
In molti settori meno importanti i salari si assesta- 
rono ad un "alto" livello, se paragonati a quelli del- 
l'industria dell'acciaio: l'industria del legno si è at- 
testata sul 6,95% dopo un suggerimento di com- 
promesso del 6,2%, l'industria meccanica nel 
NRW (Westfalia Nord-Renania) 7,1%, presentato 


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Parto Lambro # 92 Contro la destra sotlale Pertorsl di liberazione 


ai tempi come un miglioramento strutturale, l'indu- 
stria alimentare nell'Essen e in Renania 8,02, l'in- 
dustria calzaturiera del 7,05 ed attualmente du- 
rante gli scioperi dell'OTV l'industria della distribu- 
zione nel NRW si è assestata sul 5,9%. 

E nell'est stesso non è possìbile al momento re- 
spingere la pressione salariale o legare i salari 
crescenti ad una crescita corrispondente all'inten- 
sità del lavoro. Il sindacato deve enfatizzare la sua 
domanda per un veloce livellamento dei salari oc- 
cidentali ed orientali, con un linguaggio molto radi- 
cale. Allo stesso tempo in molti settori dove il sin- 
dacato non ha influenza, oppure le prospettive di 
lotta sono scarse, i salari occidentali, che già sono 
miserabili, vengono tagliati(...) 


LA CRISI DEL SINDACALISMO 

Per essere in grado di continuare il loro ruolo di 
"pacificatori", per i sindacati era importante ripulire 
la loro immagine con dei gesti militanti. Lo scio- 
pero era inteso per risparmiare parte della reputa- 
zione del sindacato che era stata persa a causa 
dell’inattività di fronte all'aumento delle tasse dello 
scorso anno. Solo in questo modo il sindacato può 
mantenere il controllo nei momenti critici. Non è 
fuori questione sospettare un complotto tra padroni 
e sindacati, per spacciare gli scioperi come un 
azione emergenziale comune per assicurare la 
stabilità del sindacato. La perdita di influenza dei 
sindacati tedeschi non è cosi facilmente parago- 
nabile a quella dei tormentati sindacati italiani e 
francesi. I sette anni di vacche grasse del boom 
sono stati anche sette anni senza grandi scioperi. I 
giornali parlano di una "perdita dell'identità sinda- 
cale durante gli anni '80" e discutono sul com- 
prendere il ruolo degli scioperi come un avviso per 
i nuovi membri (...) 

In germania gli scioperi sindacali sono scioperi 
pagati, cioè un iscritto al sindacato riceve una 
"paga dello sciopero" pari al 60-70% del salario 
normale. Per prevenire lo sfruttamento a breve 
termine del sindacato in previsione di possibili 
scioperi, le regole sindacali prevedono il paga- 
mento della paga dello sciopero solo per persone 
già iscritte da mesi al sindacato. Ma in pratica, ciò 
resta solo sulla carta, poiché i sindacalisti sono 
ben felici di guadagnarsi nuovi membri attraverso 
lo sciopero. Cosi, i rappresentanti sindacali erano 
orgogliosi di annunciare un’ondata di nuove iscri- 
zioni. Ovviamente, a questi nuovi membri è stata 
subito concessa la paga dello sciopero. Dopo l'as- 
sestamento salariale, l'OTV ha annunciato che 
aveva ricevuto 50.000 nuove iscrizioni al sinda- 
cato- probabilmente ce ne saranno ancora di più, 


molti moduli di iscrizione arriveranno in ritardo a 
causa dello sciopero delle poste. 

Naturalmente, la crisi del sindacalismo ha scavato 
più in profondità di quanto lo sciopero possa com- 
pensare. Per anni i funzionari e i teorici sindacali 
hanno dibattuto i problemi dell'individualismo, della 
perdita della legittimità sindacale sul posto di 
lavoro, delle conseguenze delle nuove forme di or- 
ganizzazione del lavoro (lavoro in team) e della 
loro influenza sul posto di lavoro. Lo sciopero di- 
mostra che comunque tutti i tentativi compiuti fi- 
nora per compensare questa perdita di influenza 
sono falliti. (...) 

Per metterla in altri termini, i sindacati si sono al- 
lontanati sempre più dalle questioni sociali, attra- 
verso la loro "politica costruttiva ed umanizzante. 
La politica "costruttiva" dei tagli nell'orario lavora- 
tivo è stata subito smascherata come un accordo 
tra sindacato e padronato, poiché questa politica 
ha rappresentato il punto di partenza per arrivare 
all'orario lavorativo flessibile, all'estensione del 
tempo di apertura del posto di lavoro, a nuovi mo- 
delli di turni, etc.... 

Questa politica è uno dei motivi più importanti per 
cui la cosiddetta quota salariale - la relazione che 
intercorre tra il profitto padronale e il reddito dei la- 
voratori, forse il miglior indicatore dello sviluppo 
dell'Intensità dello sfruttamento- è deteriorata nel 
corso degli anni ottanta: mentre i lavoratori hanno 
dovuto rinunciare ad un aumento del salario in 
cambio di un più corto orario lavorativo, il padro- 
nato era in grado di assicurare il suo profitto ad un 
aumento corrispondente all’intensità lavorativa.(...) 


QUALI SONO LE POSSIBILITÀ’ DI QUESTA 
CRISI? 

All'inizio di quest'anno, quando uno sciopero nel 
settore delle acciaierie sembrava possibile, molti lo 
vedevano come la speranza che il clima sociale 
globale potesse cambiare. I riformisti lo vedevano 
innanzi tutto come un modo per costruire un nuovo 
assettamento democratico. La lotta di classe per 
loro non rappresenta altro che una "battaglia per il 
bottino". 

"La vertenza salariale di quest'anno che sta ora 
diventando una disputa lavorativa nel settore delle 
acciaierie, conferisce al conflitto sociale nella 
germania occidentale (conflitto molto violento, ma 
a lungo soppresso ) una forma reale, concreta per 
ampi settori di popolazione e attraverso il voto e 
l'attiva partecipazione dei lavoratori, una forma 
democratica legittima. 

Ciò può soltanto essere una buona cosa per il 
clima pubblico nella germania ovest, dove il dibat- 


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tito sui rifugiati e la xenofobia non si svolge più 
nell'ambito del dibattito socio-politico, ma invece la 
richiesta dei lavoratori salariati e dei loro sindacati 
per ottenere giustizia, richiesta decisa e formulata 
democraticamente. (TAZ, 1/2/1992) 

La formulazione, come cioè il conflitto dovrebbe 
avvenire in una "forma legittimata democratica- 
mente" è esattamente ciò che è alle spalle di que- 
sti scioperi: il conflitto deve rimanere nel contesto 
delle istituzioni democratiche così da non trasfor- 
marsi in niente altro, come ad esempio una rivolta 
o una richiesta sempre più pressante di libera- 
zione. 

Lo sciopero ha ributtato all'esterno alcune que- 
stioni importanti. Per la prima volta in molti anni i 
lavoratori vengono visti nuovamente come una 
forza sociale che può ancora intervenire in una si- 
tuazione stagnante. L'idea delio sciopero è rien- 
trata a far parte del dibattito quotidiano. La com- 
prensione popolare era maggiore adesso che non 
quella dimostrata nei "favolosi" anni 70. 

In questa situazione contraddittoria il sindacato ha 
lasciato trapelare con gli scioperi dei settori pub- 
blici l'incessante sentimento popolare e rabbia 
sodale, e allo stesso tempo ha dimostrato ai lavo- 
ratori la loro impotenza. Ciò è forse andato a carte 
quarantotto: molta gente ricomincia a chiedersi 
cosa possano fare loro stessi per cambiare tutta 
questa meda. Nonostante lo sciopero della OTV 
fosse molto controllato dall'alto, alcuni gruppi indi- 
viduali di lavoratori hanno tratto esperienza, co- 
scienza della loro posizione e fiducia in se stessi 
(come nello sciopero nel settore bancario). La 
cosa più importante di tutto ciò era che i lavoratori 
fossero veramente stanchi delle manovre del sin- 
dacato negli scioperi. (...) 

Il sindacato e il padronato pubblico/privato usci- 
rono da questo sciopero più danneggiati dei lavo- 
ratori. Si credeva che i lavoratori venissero fottuti, 
ma alla fine loro sono riusciti a fottere il sinda- 
cato. (...) 

Una possibilità è che direttamente dopo lo scio- 
pero della OTV, gli scioperi sono iniziati nell'indu- 
stria meccanica. Il fatto che il sindacato stia rico- 
minciando a scioperare dopo anni di silenzio, si- 
gnifica giocare con il fuoco, perché questo evi- 
denzia ai lavoratori il luogo che racchiude il loro 
potere collettivo. 

Questo succede in un momento in cui i sindacati si 
stanno svendendo sino ad assumere il ruolo di 
avvocati sui posti di lavoro, che per i lavoratori si- 
gnifica una maggiore intensificazione del lavoro. 
Le contraddizioni diverranno sempre più profonde . 


Noi stessi possiamo partecipare allo sviluppo di un 
nuovo potere auto consapevole che sta già pren- 
dendo piede. Questi sono processi lenti e nascosti, 
ma è insito nella loro stessa natura la possibilità di 
trasformarsi immediatamente in rivolta. 


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